Sabato 29 aprile un gruppo di trenta soci (Arca, Aresu, Arzu, Bellosi e moglie, Brisi, Caddeo e Mureddu, Careddu, Cera Noemi e padre, Circu, Concu e Zedda, Demuru, Faedda, Fonzoni e Shanti, Lampis, Manias, Melis Stefano, Melis Tonino, Meloni, Murgia, Murru, Oliva, Pisano e Amelia, Poddie, Schirru, Stara, Tupponi) ha partecipato all’incontro sulla normativa apistica con Vanni Floris, tenutosi presso la sala consigliare del municipio di Marrubiu. L’orario previsto dalle 15.30 alle 19.00 ha avuto una dilatazione di un ora e si è concluso alle 20, a testimonianza del forte interesse per gli argomenti trattati. La lezione di Vanni Floris ha ampliato parte dei temi affrontati la mattina con i soci che partecipano al corso di introduzione all’apicoltura: anagrafe, norme generali per l’azienda e etichettatura. Oltre a quelli indicati Floris ha quindi articolato il suo intervento sugli aspetti fiscali e sanitari cogenti per l’imprenditore apistico: gestione del farmaco, gestione del prodotto; spesometro, imposta sul reddito, commercializzazione. Focus sui dati relativi alla banca dati apistica sarda, con frequenti riferimenti alla Legge Regionale sull’apicoltura. A riguardo Floris ha evidenziato alcune incongruenze: come il numero di aziende cessate ma ancora in anagrafe,come in provincia di Nuoro. Ma il dato più eclatante è congruo patrimonio apistico ancora non emerso; lo dimostra il numero rilevante di domande non ammesse alle provvidenze del 1308 poiché i richiedenti non erano ancora registrati in Banca Dati. Su alcuni argomenti sollecitati dallo scrivente Floris ha fornito risposte decisive: carburante agevolato per l’apicoltura, emolumenti richiesti dalle ASL ai sensi dlgs 194/2008, bozza della legge paesaggistica regionale, per la quale Floris ha ricordato come dirimente la Legge 313 con il riferimenti all’art.2 comma 1 e il piano paesaggistico della Toscana e del Piemonte. Infine ha esposto le criticità autorizzative per una sperimentazione su larga scala come quella che Apiaresos intende fare con l’AluenCAP e la possibilità concreta, come UNAAPI, di riuscire a portare a 180 euro il Reddito Standard Lordo per alveare nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale.

Luigi Manias