Tutti gli apicoltori sardi che hanno seriamente a cuore il futuro dell’apicoltura non possono mancare alla manifestazione indetta da Apiaresos, domani mercoledì 13 dicembre, che si terrà di fronte al Consiglio regionale di Via Roma a Cagliari. Il ritrovo è alle 10 all’entrata del parcheggio delle Ferrovie in Piazza Matteotti. Quindi percorreremo i portici di via Roma concentrandoci di fronte al Consiglio regionale, dove una nostra delegazione dovrebbe incontrare una delegazione di consiglieri. Le rivendicazioni le ricordiamo sono: la mancata applicazione della Legge regionale sull’apicoltura n. 19/2015; sulla siccità, il riconoscimento di un contributo adeguato per alveare pari almeno a  quello di una pecora (13 euro); lo sblocco delle misure del Piano di Sviluppo rurale, contestualmente alla ridefinizione della produzione standard; infine, la riduzione nel futuro  piano paesaggistico della superficie edificabile a favore delle imprese apistiche da 5 a 1 ettaro. Nell’intento di dare una connotazione visuale chiara e inequivocabile alla manifestazione si invitano gli apicoltori ad indossare una tuta gialla o bianca, guanti, maschera e affumicatore con combustibile. TUTTI GLI APICOLTORI SARDI SONO INVITATI A PARTECIPARE.

LM

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Come annunciato da Nino Schirra, mercoledì 13 dicembre, Apiaresos ha promosso un’azione di protesta che si terrà di fronte al Consiglio regionale di Via Roma a Cagliari. Il ritrovo è alle 10 al parcheggio delle Ferrovie in Piazza Matteotti. Quindi percorreremo i portici di via Roma concentrandoci di fronte all’entrata del Consiglio regionale, dove una nostra delegazione dovrebbe incontrare una delegazione di consiglieri. Le rivendicazioni in estrema sintesi sono: la mancata applicazione della Legge regionale sull’apicoltura n. 19/2015; sulla siccità, il riconoscimento di un contributo adeguato per alveare; lo sblocco delle misure del Piano di Sviluppo rurale, contestualmente alla ridefinizione del reddito standard lordo. Nell’intento di dare una connotazione visuale chiara e inequivocabile alla manifestazione si invitano gli apicoltori ad indossare una tuta gialla o bianca, guanti, maschera e affumicatore con combustibile. TUTTI GLI APICOLTORI SARDI SONO INVITATI A PARTECIPARE.

Luigi Manias

Pocos, locos y mal unidos, sembra proprio che Carlo V non lo abbia mai detto!!! La celebra frase sembra che sia stata invece pronunciata da un arcivescovo di Cagliari, un certo Antonio Parragues de Castillejo. Poco importa, vista la popolarità di questa frase, chi l’abbia coniata. Qualche volta in Sardegna ci troviamo effettivamente in situazioni dove l’unione non è proprio il punto di forza.

Nel settore dell’apicoltura invece, nell’ultimo decennio, c’è stata una forte unità fra gli Apicoltori che ha portato grandi risultati e vantaggi per tutta la categoria. L’elenco è abbastanza lungo, per cui cito solo alcuni casi simbolo: la nuova legge regionale sull’Apicoltura, scritta dagli apicoltori, discussa in un incontro pubblico fra apicoltori e relatori della legge a Oristano e approvata dal consiglio regionale seppur con diverse modifiche peggiorative; la capacità di non svendere il prodotto; le nuove produzioni come quella del polline, fino a poco tempo fa trascurate in Sardegna; il riconoscimento dell’abbamele come prodotto agricolo tradizionale; una formazione qualificata fornita agli apicoltori e potrei continuare a lungo.

Purtroppo i tempi si sono fatti duri e quest’anno abbiamo vissuto la peggior annata da diversi lustri e una parte degli Apicoltori, sentendosi abbandonati dalle istituzioni, hanno deciso di fondare una nuova associazione per cercare di far sentire la propria voce agli onorevoli distratti che dovrebbero concedere ai paladini della biodiversità gli stessi sussidi corrisposti ai colleghi pastori e che dovrebbero fare i passi necessari affinché i soldi previsti dalla nuova legge sull’apicoltura per l’ammodernamento delle aziende apistiche, possano essere spesi senza far cadere la mannaia dell’Europa cosi come successe per la serricoltura che vide aziende floride fallire per colpa dei politici!! E per questo negli ultimi mesi, per evidenziare le criticità dell’apicoltura della Sardegna, abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica sui problemi dovuti alla siccità e sul malfunzionamento delle strutture regionali con diverse interventi sui quotidiani e sulla televisione.

Sia io che il consiglio direttivo di Apiaresos riteniamo che la costituzione di una nuova associazione di apicoltori sia un’iniziativa legittima, ma siamo altrettanto sicuri che porterà più problemi che benefici, perché va ad intaccare in maniera sostanziale e non attenuabile l’unità degli Apicoltori della Sardegna, faticosamente raggiunta in 30 anni di duro lavoro. Essendo seriamente preoccupati per la china che si sta prendendo, riteniamo opportuno fare tutti i passi affinché questa scissione sia evitata a tutti i costi. La nostra proposta, già anticipata telefonicamente ai diretti interessati è quella che i responsabili della nuova associazione, essendo previsto per gennaio il rinnovo delle cariche associative, PRENDANO LA DIRIGENZA DI APIARESOS E GESTISCANO IN MANIERA UNITARIA IL COMPARTO COSI COME È STATO FINORA. Tutto il consiglio direttivo in carica ritiene che l’alternarsi delle persone alla dirigenza sia un’importante e fondamentale caratteristica di una sana vita associativa. Se questo fino ad ora non è stato possibile non è per un nostro preteso attaccamento alla carica, ma perché nonostante i ripetuti inviti nessuno si è fatto avanti!

Ritenendo fondamentale mostrare alla Giunta e al Consiglio regionale che gli apicoltori della Sardegna sono una categoria unita, costruttiva e capace di esprimere una sola voce, abbiamo indetto per mercoledì 13 dicembre 2017 una manifestazione davanti al Consiglio Regionale della Sardegna (in via Roma a Cagliari), per rivendicare i diritti negati agli Apicoltori. Invitiamo quindi tutti gli apicoltori a partecipare a quest’importante evento e invitiamo, con il cuore in mano, i responsabili della nuova associazione a prendere la dirigenza di Apiaresos e a gestire in maniera unitaria il comparto in modo che, contrariamente a un alveare, non si debba dire degli Apicoltori sardi

POCOS LOCOS Y MAL UNIDOS

Il presidente pro tempore di Apiaresos

Giovannino Schirra

 

Apiaresos annuncia la seconda edizione del corso di introduzione all’apicoltura, che si rivolge a tutti coloro che intendono avviare su solide basi teoriche e pratiche un’attività apistica. Il corso che avrà una durata di 80 ore, si terrà di sabato dalle 9 alle 13, dal 2 dicembre 2017 al 23 giugno 2018. Le lezioni in aula saranno tenute presso la sala consigliare del Municipio del Comune di Marrubiu in piazza Roma 1, mentre quelle pratiche si svolgeranno a Marrubiu, presso le aziende Agricola Monte Arci e Apinath e ad Ales presso l’azienda Mieli Manias. Il corso è riservato a non più di 20 allieve/i. Nel corso sarà data prevalenza alla pratica in apiario corroborata da una serie di lezioni teoriche in aula, affidate a un corpo docente composto da quattro apicoltori di esperienza pluridecennale; un docente e due ricercatori universitari; due docenti UNAAPI; un veterinario ASL . Sono previsti un test di entrata, uno in itinere e uno finale. L’attestato di frequenza sarà rilasciato alle allieve/i che avranno frequentato almeno il 75% del corso e superato l’esame finale teorico/pratico. Quest’anno il corso presenta un’importante novità. All’allievo sarà fornito una famiglia d’api e un un’arnia completa di melario e fogli cerei, del valore commerciale di 200 euro. Il costo del corso è di 530 euro, comprensivo della quota di iscrizione ad Apiaresos. Per chi possiede già degli alveari o comunque  non intenda fruire di questa opportunità il costo del corso è di 350 euro. Il pagamento può avvenire con bonifico su c.c. intestato a Apiaresos de Arbaree presso Banca Etica IBAN IT16Z0359901899050188529557 o in contanti alla prima lezione. Il candidato dovrà inviare alla mail apiaresos@gmail.com o esibirle alla prima lezione la scansione di due moduli: la domanda di iscrizione al corso e la domanda di iscrizione ad Apiaresos, ambedue scaricabili dal nostro blog alla sezione chi siamo > iscrizione. Per garantire l’accesso a tutti l’importi del corso può essere anche rateizzato. Maggiori informazioni possono essere richieste a Luigi Manias 3477289905, Orlando Oliva 3471172651, Nino Schirra 3487325471.

Luigi Manias

 

Venerdì 10 novembre c’era la folla dei grandi eventi nella sala dell’agriturismo Thamis di Uras, anfitrione eccellente come al solito, per il primo appuntamento formativo della stagione 2017 – 2018 con Daniele Scala, che a parlato di nido stretto in funzione produttiva. Fra i presenti: Anedda Franco, Aresu Salvatore, Arzu Giovanni, Caddeo Giuseppe, Carboni Mario, Careddu Enrico, Coa Gian Luca, Cocco Daniele, Cossu Nicola, Demurtas Tiziana, Demuru Marco, Derosas Massimiliano, Erriu Nicola, Floris Sergio, Fois Antonello, Frau Federico, Gallo Maurizio, Kostyrko Svitlana, Lai Giuseppe, Langenbeck Adelhaid, Lazzaretti Elena, Ledda Angelo, Mallosu Mariano, Manias Luigi, Marcis Andrea, Marongiu Simone, Masaza Salvatore, Matta Michele, Melis Stefano, Melis Tonino, Meloni Marco, Murru Efisio, Oliva Orlando, Ortu Angelo, Pes Giorgio, Pinna Giandomenico e compagna, Pinna Rita, Pitzalis Pierluigi e fratello, Poddie Michele, Pusceddu Nicola, Rossini Massimo, Sassu Caterina, Scarabelli Alberto, Schirra Nino, Schirru Raimondo, Spanu Salvatore, Stara Luigi, Tupponi Vittorio. Ha introdotto i lavori il presidente Nino Schirra che ha illustrato la programmazione dell’attività formativa di Apiaresos per la stagione 2017 – 2018, soffermandosi sulla due giorni convegnistica che si terrà a Tramatza dal 19 al 20 gennaio 2018, e che si profila, quest’anno più che mai, come un appuntamento imprescindibile per gli apicoltori sardi. Daniele Scala, con un’accattivante presentazione, ha spiegato all’uditorio attentissimo un metodo (e non una tecnica, come ha tenuto a precisare) certamente impegnativo e articolato, ma i cui risultati sono incontestabili. E’ seguito un intenso e stimolante dibattito.

Luigi Manias

Venerdì 10 novembre dalle 16 alle 20 si terrà in via San Domenico 14 a Uras, presso l’agriturismo Thamis, il primo seminario formativo della stagione 2017 – 2018. Il tema trattato sarà quello del nido stretto, tecnica di conduzione intensiva degli alveari finalizzata all’incremento della produzione del miele. Diego Pagani, presidente di Conapi, nella seconda edizione del Convegno Apiaresos aveva già affrontato l’argomento, che aveva suscitato grande interesse fra gli apicoltori sardi. Lo riprendiamo con maggiore ricchezza di dettagli e nella forma più estesa di un seminario di  4 ore con Daniele Scala, apicoltore professionista piemontese titolare dell’azienda Dada Miele. Daniele ci rivelerà tutti i segreti della vera conduzione a nido stretto, basata sui lavori e le intuizioni dell’apicoltore e divulgatore tedesco Hans Beer e  illustrerà le regole da applicare nel corso della stagione, dalla prima visita dell’anno sino all’invernamento degli alveari. Regole che gli hanno permesso di ottenere delle medie produttive di rilievo anche nelle stagioni più complicate dal punto di vista produttivo (2014/2016).

Il costo del seminario per i soci in regola con il versamento delle quote associative è di 20 euro. Le prenotazioni per la cena vanno fatte direttamente all’agriturismo Thamis (3490842792 Anna o Tonino) entro e non oltre giovedì 9 novembre.

Luigi Manias

Giunge gradita la notizia che la Giunta della Regione Sarda http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=65  ha approvato l’integrazione finanziaria imputata probabilmente sulla legge regionale del 24 luglio 2015 n.19. Naturalmente Apiaresos si aspetta che vengano definiti in tempi rapidi modalità di erogazione e accesso a queste provvidenze. Apiaresos ha svolto un’azione incessante e  continuativa, sia con richieste dirette e formali all’Assessorato affinché la legge regionale sull’apicoltura venisse finanziata, sia con numerosi interventi sui media http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/08/09/gli_apicoltori_alla_regione_scarsi_finanziamenti_per_le_nostre_az-78-632187.html. Ci chiediamo tuttavia se queste risorse siano realmente indirizzate alle aziende apistiche professionali, poiché  i costi delle attrezzature per nomadismo sono ingenti (un muletto può costare sino a 80.000 euro).  Andrebbe poi precisato, per completezza d’informazione, che le risorse del piano apistico regionale triennale 2017 – 2019, di cui parla nella nota stampa l’Assessore Caria,  non provengono dal Bilancio regionale, bensì dalla Comunità Europea. Rimane inoltre non chiara la posizione della Regione, nonostante la nostra richiesta formale di incontro con l’Assessore inoltrata martedì 3 ottobre,  in merito alla definizione delle risorse, modalità e tempi di erogazione delle provvidenze per la siccità, per la quale anche l’apicoltura nel tavolo verde del 1° settembre era stata inserita fra i comparti beneficiari. Rimangono ancora  inevase le reiterate richieste di Apiaresos per attivare, a ranghi completi, la Commissione Regionale Apistica, organo consultivo previsto dalla legge regionale.

Luigi Manias