Problematica che viene meglio definita il 30 gennaio nella riunione successiva, tenutasi a Zeddiani presso Fausto Marchi un sostenitore dell’Associazione. Le obiezioni mosse ad un nostro socio da parte delle autorità sanitarie nel corso di un audit presso il suo laboratorio,  sull’obbligo di dotarsi di manuale haccp, ripropone la questione di una corretta interpretazione e applicazione delle norme sui laboratori autorizzati di estrazione e lavorazione del miele.

Densa e impegnativa, per  numero e qualità dei temi affrontati, è la riunione tenutasi a Ghilarza il 27 febbraio 2008 presso la Torre Aragonese.  Uno dei primi  problemi posto sul tavolo della discussione, che ha animato anche una vivace discussione (D. Brisi vs F. Chessa), è la correttezza delle informazione sulle tipologie e caratteristiche dei mieli fornite in un contesto di vendita diretta; che dovrebbero essere sempre suffragate da riferimenti documentati. In tal senso è stata avanzata anche l’ipotesi di redigere una guida sui prodotti dell’alveare, a cura dell’Associazione, con testi controllati. Luigi Manias riferisce su una riunione indetta e tenutasi presso l’Assessorato all’Agricoltura della R.A.S il 23 gennaio; Albino Simbula sul convegno della Professionista a Riva del Garda; Nino Schirra sulle problematiche affiorate in una riunione tenutasi a Ghilarza il 16 febbraio, organizzata da un comitato spontaneo di apicoltori, che vedeva fra i partecipanti un’ampia rappresentanza dell’apicoltura sarda professionale. Le sollecitazioni ricevute dalle  tre relazioni sono tali e tante che si da mandato a Luigi Manias di redigere un documento unitario programmatico da inoltrare all’Assessorato all’Agricoltura della R.A.S. Dopo  un ampia discussione sullo stato degli apiari e le novità sulla giornata formativa dedicata normativa apistica indetta a Ghilarza per marzo da Laore, ma fortemente sollecitata dall’Associazione, i soci hanno potuto assistere, grazie alla collaborazione del circolo del cinema Zero in condotta,  ad un straordinario e celebre documentario sulla scomparsa delle api nel mondo: Il silenzio della api.

Anche a Simaxis nella riunione del 2 aprile presso il Monte Granatico, viene riproposto il tema relativo, nel contesto della vendita diretta, alla certezza dell’origine botanica dei mieli venduti, che può essere suffragata dalle canoniche analisi di laboratorio e sensoriali. A tal fine viene avanzata la proposta di definire un protocollo condiviso. Sulla scorta di alcune norme vigenti nell’Italia settentrionale viene proposto un disciplinare di autoregolamentazione per l’identificazione degli apiari. Una richiesta legittima viene lanciata da Nino Schirra che suggerisce di chiedere l’abolizione, ai sensi degli artt. 1, 5  e 7 della Legge quadro sull’apicoltura  n.313 dell’ingiusto tributo a cui gli apicoltori sono soggetti ogni qualvolta decidono di portare i propri alveari nelle aree gestite dall’Ente Foreste. I soci Nino Schirra, Alberto Scarabelli, Antonello Pischedda e Luigi Manias forniscono un ampio resoconto della loro visita alla più importante fiera apistica spagnola, la Feria Apicola di Pastrana; un primo approccio che sarà seguito negli anni successivi da altri e ben più proficui interventi. Viene infine segnalato ai soci che Massimo Licini, il tecnico apistico di Laore, sta affiancando i servizi veterinari al fine di favorire l’inoltro delle denunce alle ASL per le morie di api avvenute nel passato inverno.

In ottica di autoproduzione grafica, che riguarda tutti i materiali prodotti (locandine, attestati di partecipazione, ecc.) Nino Schirra e Luigi Manias lavorano alla rielaborazione del logo dell’Associazione. Il logo creato da Daniel Haldemann proponeva, su indicazione di Luigi Manias, l’albero diradicato di Arborea, quello inquartato nella chiesa di San Serafino di Ghilarza, contornato da alcune api. La rielaborazione del logo intende essere rivelatore di  un nuovo corso iniziato nel settembre 2007 con la riunione di Pau. L’albero diradicato, simbolo e bandiera del Giudicato di Arborea che cercò di unificare la Sardegna, contornato da 13 api regine che rappresentano le originarie curatorie del Giudicato, vuole essere l’elemento unificatore attraverso il quale intendiamo dare voce a tutte le istanze non rappresentate dell’apicoltura sarda. Questo solido legame con su connottu è ribadito anche dalla nuova denominazione dell’Associazione.

Nella riunione del 14 maggio presso la Confagricoltura di Arborea viene espressa l’esigenza di una verifica dello stato di avanzamento dei temi trattati negli incontri precedenti; ovvero la predisposizione del documento programmatico di cui  era stata affidata la redazione a Luigi Manias, raccogliendo così la sollecitazione di Laore di pronunciarci sulle problematiche apistiche più pressanti. Luigi Manias presenta il documento programmatico che viene discusso, approvato e consegnato al socio Albino Simbula, che come membro della Commissione Apistica Regionale, si da mandato di presentarlo alla riunione del 28 maggio.

Dal 26 settembre l’Associazione si dota della mail box a.p.a.p.o@tiscali.it

Il 15 ottobre nella sala riunioni della Confagricoltura di Oristano viene posto il problema di avviare un rapporto continuativo con gli enti pubblici, segnatamente Provincia e Regione, anche al fine di poter cogliere eventuali opportunità d’intervento (risarcimento danni da fauna selvatica, leggi gruccioni). Nell’occasione Luigi Manias propone l’adesione ad un progetto di ricerca sulla caratterizzazione del miele di asfodelo,  promosso dal Prof. Lorenzo Spanedda, direttore del Dipartimento di Economia dell’Impresa, della Tecnologia, dell’Ambiente della Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari, con l’impegno da parte dell’Istituto di consegnare le analisi dei singoli campioni forniti e gli esiti conclusivi della ricerca. Viene evidenziata da Nino Schirra la necessità di concertare un listino prezzi destinato al consumatore finale; o meglio elaborare  delle indicazioni di prezzo che rientrino in un rating condiviso. Il socio Albino Simbula, membro della Commissione Regionale Apistica, relaziona sull’ultima riunione e sulla paventata possibilità di risarcimento per la siccità dell’anno in corso. Viene posta infine la necessità di redigere un programma formativo per i soci su temi che dovranno essere elaborati sulla base delle esigenze espresse: tecniche di lavorazione del miele; prodotti secondari come polline e abbamele; situazione sanitaria; rapporti con i servizi veterinari. Nino Schirra pone l’attenzione anche sulla declaratoria della R.A.S. sull’eccezionalità della siccità nell’annata agraria 2007 – 2008. Su sollecitazione del socio Antonio Caria l’Associazione s’impegna a verificare l’esistenza o meno di risorse finanziarie per l’acquisto di nuclei e materiale apistico, al di la dei soliti e insufficienti strumenti (Legge 30 e regolamenti comunitari). Corre l’obbligo poi, a distanza di un anno dalla ripresa dell’attività associativa, di regolarizzare gli organi rappresentativi dell’Associazione. Vengono proposte le candidature di Nino Schirra a presidente del Consiglio Direttivo, di Orlando Oliva, Antonello Pischedda, Alberto Scarabelli a consiglieri e di Luigi Manias a segretario; ruolo che in realtà ha ricoperto continuativamente quasi sin dal costituzione dell’Associazione nel 1987. I candidati vengono eletti all’unanimità.

Nell’intento di concretare le proposte di valorizzazione dei cosiddetti prodotti secondari dell’alveare il presidente Nino Schirra e il segretario Luigi Manias  intraprendono l’ampio e articolato lavoro di redazione del dossier per il riconoscimento e inserimento dell’abbamele come prodotto agroalimentare tradizionale. Il 30 ottobre il dossier viene definito e inviato a Laore. Contestualmente si ravvisa la necessità di adeguare lo statuto dell’Associazione alla normativa vigente, ma anche alla tipologia di attività proposta dall’APAPO.

L’Associazione è sufficientemente matura per avviare iniziative di valorizzazione dell’apicoltura e dei suo prodotti; che abbiano però una valenza pubblica e una rilevanza mediatica adeguata. Gli eventi vengono denominati Apiaresos, come vengono appunto chiamati gli apicoltori nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado. L’intento è quello di organizzare almeno un Apiaresos all’anno. Il primo intervento è riservato all’abbamele. Il 23 novembre ad Abbasanta, presso le scuole medie, in collaborazione con il Comune di Abbasanta, Unitre e il circolo del cinema Zero in Condotta, alla presenza di un folto e interessato pubblico, Luigi Manias parla dell’abbamele come una risorsa per l’apicoltura sarda, segue prima dalla proiezione del film di Luigi Canmmarota “Il re della api” e poi dal  dibattito condotto dal  documentarista Antonello Carboni e dal regista Luigi Cammarota sul  tema “Le api come soggetto filmico”.

Scarica qui la locandina ed il programma dell’evento “Abbamele”:

ADA Abbamele

Il 5 dicembre 2008 ad Oristano presto il Chiostro del Carmine l’Associazione, nell’ambito dell’evento Il Miele in Sardegna tra storia e tradizione, tipicità e innovazione, promossa dall’Università di Sassari, cura una degustazione guidata dei mieli dell’oristanese. 

Il 2008 si conclude a Sant’Anna l’10 dicembre. Viene ribadita la necessità dell’impianto di un apiario sperimentale e a tal scopo viene richiesto a Luca Allais, tecnico apistico di Aspromiele , un protocollo scientifico. Nell’intento di offrire motivi e temi di riflessione, ma con una valenza eminentemente pratica, alcuni soci (Brisi, Schirra e Simbula) vengono invitati a descrivere, anche per il diverso approccio terapeutico assunto nei confronti della patologia,  le loro esperienze nel controllo della varroa. Il presidente illustra la bozza di programma delle attività per il 2009, che viene discussa e approvata. Viene anche proposto in prospettiva un interscambio con gli apicoltori corsi e la possibilità di un incontro con David Atauri Mezquida, che a Pastrana ha proposto un innovativo studio sulla monitoraggio della sonorità degli alveari Link. Si è poi discusso gli aspetti organizzativi del viaggio per Apimondia a Montpellier (F) il 15- 20 settembre. Viene poi presentato il bilancio 2008 e la campagna di  tesseramento 2009. Infine Luigi Manias illustra gli esiti di un importante convegno tenutosi a Cormons il 6 dicembre dal titolo “Commissione apistica Alpe Adria: un traguardo possibile”; con particolare riferimento all’atto di indirizzo del Parlamento Europeo che permetterebbe l’attivazione di un Intereg nell’area Alpe – Adria; alla sentenza del TAR del Lazio sulla  sospensiva per le ditte farmaceutiche che usano concianti a base di nicotinoidi; all’anagrafe apistica e difesa degli ecotipi locali; all’inasprimento dell’attività repressiva da parte delle autorità sanitarie e veterinarie; all’adozione di tecniche biomeccaniche a di oli essenziali per il controllo della varroa (claustrazione, formazione del nucleo, introduzione di nuova regina o cella, controllo della deposizione).

L’Associazione nel 2008 partecipa, con proprie manifestazioni d’interesse, ad alcuni importanti interventi di programmazione territoriale; segnatamente al Gal delle Marmille e Terre Shardana.

 L’Associazione consolida il rapporto di consulenza con Vanni Floris, tecnico apistico dell’ARPAT, iniziato alla fine del 2007, finalizzato alla tutela, soprattutto in  ambito normativo, dei propri associati. Fra i diversi temi affrontati con  Floris il Dlgs 194/08 e il regolamento comunitario collegato (882/04) che istituisce un nuovo tributo che va a gravare sulle aziende del settore primario, apistiche comprese. La questione viene risolta con riferimento all’accordo della Conferenza Stato Regioni su: “Linee guida applicative del Reg. CE 852/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla’igiene dei prodotti alimentari”: “Tutte le attività relative alla produzione dei prodotti derivanti dall’apicoltura deve essere considerata produzione primaria, compreso l’allevamento delle api, la raccolta del miele ed il confezionamento e/o imballaggio nel contesto dell’azienda di apicoltura.”

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