Verbali e comunicazioni


Assemblea

Si è tenuta martedì  11 settembre 2018 alle ore 19 ad Uras, presso l’agriturismo Thamis dei soci Anna Porru e Tonino Melis, la seconda riunione del consiglio direttivo di Apiaresos, per programmare l’attività di formazione destinata ai soci per l’anno 2018 / 2019.

L’intento è di consolidare nel tempo un’offerta formativa strutturata che si configuri come educazione continua in apicoltura (ECA): ovvero un processo attraverso il quale l’apicoltore si mantiene aggiornato per migliorare il proprio sviluppo professionale.

   Il Consiglio direttivo ha definito temi e possibili docenti sia dei seminari formativi sia del  5°convegno di Apiaresos, che si terrà nel gennaio 2019, dando al direttore tecnico Luigi Manias  mandato sugli aspetti esecutivi.

 Giuseppe Caddeo

Si è tenuta martedì  29 maggio 2018 alle 19 ad Uras, presso l’agriturismo Thamis dei soci Anna Porru e Tonino Melis, la prima riunione del consiglio direttivo di Apiaresos eletto nelle consultazioni  dello scorso  23 febbraio c.a.

L’ordine del giorno era assai denso. L’incontro si è aperto con l’elezione del Presidente confermando alla carica Nino Schirra, vicepresidente Tonino Melis, tesoriere economo Orlando Oliva, addetto alla comunicazione Giuseppe Caddeo; addetto alla logistica Alberto Scarabelli.

Durante l’incontro i consiglieri hanno subito discusso della proposta sul piano varroa che Apiaresos intende fare alla Direzione Sanitaria dell’Assessorato regionale alla Sanità per dare più centralità agli apicoltori. Il consiglio direttivo ha inoltre proposto di chiedere formalmente tramite una lettera al presidente Ganau, lo stato di avanzamento delle rivendicazioni sostenute dalla delegazione Apiaresos,  a seguito della prima  manifestazione degli apicoltori sardi, nell’incontro con il Presidente del Consiglio della RAS il 13 dicembre 2017.

La riunione è proseguita delineando le linee guida della programmazione per l’annualità 2018-2019, che prevede:

  • Il convegno di apicoltura, contestuale alla sagra del vermentino di Monti, infatti, dopo un primo colloquio con la proloco di Monti, il consiglio direttivo fornisce la piena disponibilità dell’associazione, nell’organizzazione dell’evento.
  • Preso atto che il 25 maggio è entrata in vigore il  Regolamento Europeo UE 2016/679 (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), il consiglio direttivo ha ritenuto opportuno valutare quali siano le incombenze per le aziende apistiche, qualora queste si dimostrassero particolarmente complesse e onerose si considera la possibilità di organizzare dei corsi e verificare i software gestionali dedicati per un eventuale acquisto plurilicenza.
  • Riguardo il Documento Valutazione Rischi, d’obbligo per le aziende con un dipendente, si ritiene di indire una giornata di formazione per i soci.
  • Si è definito, inoltre, un primo programma per il convegno 2019
  • Al fine di certificare l’attività formativa svolta da Apiaresos, più volte richiesta dai soci, il consiglio direttivo si propone di attivare un rapporto di collaborazione con la cooperativa sociale il Dromedario per organizzare un corso di apicoltura con rilascio di qualifica.Gli ultimi temi trattati dal consiglio direttivo riguardano:
  • Il fenomeno del furto degli alveari anche nella corrente stagione hanno assunto dimensioni allarmanti. Il consiglio ritiene che sia utile avviare una riflessione per la definizione di una strategia efficace di dissuasione e, in prima istanza, propone di chiedere alle Compagnie Barracellare e alla Forestale di verificare la presenza dei cartelli dell’apiario secondo la BDA;
  • La posizione di Apiaresos in merito alla carta di San Michele all’Adige.  Apiaresos, coerentemente con il suo operato relativamente alla tutela dell’ape ligustica ed eventuali ecotipi locali, ha partecipato nella persona del direttore tecnico Luigi Manias alla stesura della sezione normativa alla Carta di San Michele d’Adige, entrando però in dissenso con la posizione dell’UNAAPI. Il consiglio propone che il direttore tecnico Luigi Manias elabori una replica che motivi la posizione di Apiaresos e per dare seguito coerente e logico all’impegno di Apiaresos a favore dell’ape ligustica ed eventuali ecotipi locali. Il consiglio inoltre propone che il direttore tecnico Luigi Manias in collaborazione con il prof. Ignazio Floris, che ha dichiarato in tal senso la sua disponibilità, redigano un documento scientifico comprensivo di una proposta di norma di tutela da presentare alla RAS, previa concertazione con la altre associazioni sarde.I lavori della giornata si sono conclusi alle ore 21.30.

Giuseppe Caddeo

A seguito della lettura del Conto Consuntivo 2017 e della relazione accompagnatoria fatta dal tesoriere Orlando Oliva, che evidenziato l’accorta gestione economica dell’Associazione, l’assemblea ordinaria dei soci di Apiaresos ha approvato all’unanimità il conto. Ha poi eletto  all’unanimità il Consiglio Direttivo per il triennio 2018 – 2020 nelle persone dei soci Giuseppe Caddeo, Tonino Melis, Orlando Oliva, Alberto Scarabelli e Giovannino Schirra; che si presentavano in una lista unitaria. Il programma presentato dal nuovo Consiglio Direttivo  si basa su attività ed obiettivi di continuità rispetto al triennio trascorso, in stretta osservanza  delle finalità dello Statuto di Apiaresos.

  1. a) Rafforzare l’azione a tutela degli interessi dei Soci nei rapporti con le istituzioni ed amministrazioni, con le organizzazioni economiche, politiche, sindacali e sociali regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali. Segnatamente sarà data continuità alle azioni intraprese nella prima manifestazione degli apicoltori sardi del 13 dicembre 2017, nell’incontro con le massime autorità regionali e con l’Assessore all’Agricoltura.
  2. b) Realizzare un programma di formazione continua, ovvero: 2 edizioni del Convegno Apiaresos; 2  corsi di introduzione e 2 di perfezionamento in apicoltura;  2 corsi di introduzione, 1 corso di primo livello e 1 corso esame  in analisi sensoriale del miele; 1 corso di perfezionamento in melissopalinologia; infine almeno 3 – 4 seminari e giornate formative annuali.
  3. c) Promuovere, sollecitare e coordinare l’attività di ricerca scientifica in apicoltura. Specificatamente si cercherà di completare il progetto di sperimentazione allargata con l’AluenCAP; caratterizzare la propoli e i mieli dei soci con tecnologie innovative (RMN); difendere l’ape ligustica e locale; concorrere alla pubblicazione di due opere, una di tecnica apistica, l’altra sulla storia dell’apicoltura sarda.
  4. d) Promuovere, valorizzare e tutelare i prodotti dell’alveare, attraverso specifici interventi di promozione e divulgazione rivolti al consumatore finale.

Nel Collegio dei Probiviri sono stati confermati gli agronomi Maurizio Altea e Mimmo Cau e l’avvocato Giorgio Loi.

Nino Schirra infine ha concluso il consesso esponendo una ricca e dettagliata esposizione dei contenuti del convegno AAPI di Pestum.

 

Luigi Manias

Pocos, locos y mal unidos, sembra proprio che Carlo V non lo abbia mai detto!!! La celebra frase sembra che sia stata invece pronunciata da un arcivescovo di Cagliari, un certo Antonio Parragues de Castillejo. Poco importa, vista la popolarità di questa frase, chi l’abbia coniata. Qualche volta in Sardegna ci troviamo effettivamente in situazioni dove l’unione non è proprio il punto di forza.

Nel settore dell’apicoltura invece, nell’ultimo decennio, c’è stata una forte unità fra gli Apicoltori che ha portato grandi risultati e vantaggi per tutta la categoria. L’elenco è abbastanza lungo, per cui cito solo alcuni casi simbolo: la nuova legge regionale sull’Apicoltura, scritta dagli apicoltori, discussa in un incontro pubblico fra apicoltori e relatori della legge a Oristano e approvata dal consiglio regionale seppur con diverse modifiche peggiorative; la capacità di non svendere il prodotto; le nuove produzioni come quella del polline, fino a poco tempo fa trascurate in Sardegna; il riconoscimento dell’abbamele come prodotto agricolo tradizionale; una formazione qualificata fornita agli apicoltori e potrei continuare a lungo.

Purtroppo i tempi si sono fatti duri e quest’anno abbiamo vissuto la peggior annata da diversi lustri e una parte degli Apicoltori, sentendosi abbandonati dalle istituzioni, hanno deciso di fondare una nuova associazione per cercare di far sentire la propria voce agli onorevoli distratti che dovrebbero concedere ai paladini della biodiversità gli stessi sussidi corrisposti ai colleghi pastori e che dovrebbero fare i passi necessari affinché i soldi previsti dalla nuova legge sull’apicoltura per l’ammodernamento delle aziende apistiche, possano essere spesi senza far cadere la mannaia dell’Europa cosi come successe per la serricoltura che vide aziende floride fallire per colpa dei politici!! E per questo negli ultimi mesi, per evidenziare le criticità dell’apicoltura della Sardegna, abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica sui problemi dovuti alla siccità e sul malfunzionamento delle strutture regionali con diverse interventi sui quotidiani e sulla televisione.

Sia io che il consiglio direttivo di Apiaresos riteniamo che la costituzione di una nuova associazione di apicoltori sia un’iniziativa legittima, ma siamo altrettanto sicuri che porterà più problemi che benefici, perché va ad intaccare in maniera sostanziale e non attenuabile l’unità degli Apicoltori della Sardegna, faticosamente raggiunta in 30 anni di duro lavoro. Essendo seriamente preoccupati per la china che si sta prendendo, riteniamo opportuno fare tutti i passi affinché questa scissione sia evitata a tutti i costi. La nostra proposta, già anticipata telefonicamente ai diretti interessati è quella che i responsabili della nuova associazione, essendo previsto per gennaio il rinnovo delle cariche associative, PRENDANO LA DIRIGENZA DI APIARESOS E GESTISCANO IN MANIERA UNITARIA IL COMPARTO COSI COME È STATO FINORA. Tutto il consiglio direttivo in carica ritiene che l’alternarsi delle persone alla dirigenza sia un’importante e fondamentale caratteristica di una sana vita associativa. Se questo fino ad ora non è stato possibile non è per un nostro preteso attaccamento alla carica, ma perché nonostante i ripetuti inviti nessuno si è fatto avanti!

Ritenendo fondamentale mostrare alla Giunta e al Consiglio regionale che gli apicoltori della Sardegna sono una categoria unita, costruttiva e capace di esprimere una sola voce, abbiamo indetto per mercoledì 13 dicembre 2017 una manifestazione davanti al Consiglio Regionale della Sardegna (in via Roma a Cagliari), per rivendicare i diritti negati agli Apicoltori. Invitiamo quindi tutti gli apicoltori a partecipare a quest’importante evento e invitiamo, con il cuore in mano, i responsabili della nuova associazione a prendere la dirigenza di Apiaresos e a gestire in maniera unitaria il comparto in modo che, contrariamente a un alveare, non si debba dire degli Apicoltori sardi

POCOS LOCOS Y MAL UNIDOS

Il presidente pro tempore di Apiaresos

Giovannino Schirra

 

In epoca di  chiome artificialmente rinfoltite, labbra pompate,  natiche rifatte, orifizi rintuzzati, imeni ricostruiti, un modesto ritocco al logo di Apiaresos speriamo sia tollerato dai soci. Non escludiamo che qualcuno insorga con uno stizzito:  ancora ?! Ma no teneis atru de fai? Giuseppe Bellosi, uno dei nostri soci più attivi e vitali, ci scriveva il 16 ottobre, dopo la lettura dell’ultimo nostro post Apiaresos ha un cuore antico: “Perfetto Luigi, ma se posso permettermi colgo l’occasione per suggerire  un’altra piccola modifica che da tempo pensavo. Si e sempre detto Regno di  Sardegna, Granatieri di Sardegna, Miele di Sardegna; mi sembra più elegante sotto l’icona di apiaresos, invece di  Associazione Apicoltori della Sardegna, mettere la scritta Associazione Apicoltori di Sardegna.” Rispondevo all’ottimo Giuseppe: “Forse hai ragione. Farebbe pandant con Miele di Sardegna. E poi è più conciso e più usuale. Che ne so Granatieri di Sardegna. Lo propongo agli altri.” E il 21 ottobre  sollecitavo una decisione in tal senso: “Sposerei l’ipotesi di Bellosi e toglierei un lemma formale e pleonastico come Associazione. Lo sanno anche le pietre ormai che Apiaresos è un’associazione: Apicoltori di Sardegna” . Davo poi  mandato il 25 ottobre al nostro ottimo grafico Giampiero Loi di provvedere. Scrivere che gli apiaresos  – una parola  che affonda le radici nel sardo più antico e profondo –  sono gli apicoltori di Sardegna è la scelta, la decisione più rispondente alla realtà di oggi; almeno a vedere le richieste di preiscrizione al nostro 2° congresso, che ci giungono  sempre più numerose da ogni parte della Sardegna. E poi il legame di identificazione – molti ci chiedevano cosa fossero  questi apiaresos – è più immediato: apiaresos > apicoltori di Sardegna.

Luigi Manias

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Come gli apicoltori – navigatori possono vedere nel blog il logo di apiaresos ha subito una leggera modifica. La A maiuscola è diventata minuscola. La ragione di questa modifica è eminentemente grafica, poiché quella A maiuscola svettava un po’ troppo. Apiaresos, che dal 1987 è la “tribù” di apicoltori più dinamica e numerosa oggi esistente in Sardegna,  ha un cuore antico. Ricordiamo che nel primo atto del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado tra i giudici di Arborea e i frati camaldolensi figurano fra gli “operai specializzati” anche gli apicoltori, gli apiaresos appunto. Questo richiamo alle radici ci sembrava opportuno ribadirlo anche nel nostro blog, dove abbiamo inserito nella fascetta sottostante i menù,  una fotografia (autori Nino Schirra e Luigi Manias) dove sono ritratti in primo piano un “casiddu” ormai celebre (è lo stesso apparso in una puntata di Linea Verde) e sullo sfondo il nuraghe Losa. A sinistra il nostro logo “ritoccato” con il sottotitolo “Associazione Apicoltori della Sardegna”. La grafica del nuovo logo è di Nino Schirra su indicazione di Luigi Manias; la grafica della testata del blog è stata curata da Giampiero Loi su indicazioni sempre di chi vi scrive.

Luigi Manias

Un nostro delegato, Luigi Manias, era  presente avantieri 21 luglio 2015 nell’aula del Consiglio Regionale alla discussione e approvazione della legge sull’apicoltura. Il  testo  è stato approvato con 46 voti a favore e uno contrario. La norma, a  distanza di 30 anni dalla promulgazione  della Legge n. 30, alimenta le speranze delle imprese apistiche per un rilancio della filiera. Va pertanto reso merito al legislatore sardo e segnatamente a Piero Comandini, primo firmatario e relatore, della sensibilità dimostrata, dello sforzo fatto per interpretare le varie istanze del mondo apistico sardo e dell’importante esito ottenuto.

Tuttavia, come è noto, la più qualificata rappresentanza dell’apicoltura sarda, qualche mese dopo la pubblicazione della proposta di legge Comandini, sì era riunita il 24 ottobre 2014 ad Oristano per discutere ed approvare una propria proposta elaborata da Apiaresos con il contributo determinate degli esperti dell’UNAAPI, che interpretasse, quanto più fedelmente possibile, le esigenze del comparto. Il testo, come è consuetudine di Apiaresos, è stata pubblicato nel nostro blog e naturalmente resa nota a Piero Comandini, che fu il protagonista sabato 22 novembre 2014 ad Oristano della tavola rotonda sulla sua proposta di legge, nella prima edizione del Congresso degli Apicoltori della Sardegna. Comandini in quell’occasione si dimostrò disponibile a discutere i contenuti della proposta degli apicoltori. Tale dialogo è proseguito senza soluzione di continuità sino alla vigilia della discussione del testo di legge in aula consigliare e bisogna riconoscere a Piero Comandini la grande disponibilità all’ascolto. Nel frattempo la Regione licenziava il testo unificato PP.LL 45 (Legge regionale per l’incentivazione dell’allevamento apistico e per la tutela e la salvaguardia dell’Apis mellifera ligustica) – 61 (Disposizioni in materia di apicoltura), cioè la sintesi  delle proposte Comandini e Cherchi. Luigi Manias veniva ascoltato in audizione presso la Commissione Agricoltura, dove consegnava il testo delle proposte degli apicoltori. Alla vigilia della discussione in aula del testo unificato Apiaresos ha ritenuto opportuno svolgere una capillare informazione fra tutti i consiglieri regionali su quelli che potevano essere gli articoli emendabili. Alle proposte degli apicoltori che i lettori del blog già conoscono, soprattutto a seguito della pubblicazione del Testo Unificato, Apiaresos ha fornito ai consiglieri regionali ulteriori elementi di riflessione raccolti da Attilio Dedoni (formazione); Gianluigi Rubiu (Commissione Regionale Apistica) e Christian Solinas, che ha spaziato su gran parte dei punti cari agli apicoltori. La legge non è quel testo agile, efficiente, innovativo che desideravano gli apicoltori e per il quale si sono impegnati, ma è una legge – quando andrà a regime e speriamo questo avvenga quanto prima – che potrà dare un apporto decisivo a favore dell’apicoltura sarda.

Legge Regionale 21 luglio 2015 – Disposizioni in materia di apicoltura

L’ottimo articolo di Antonio Pintori, apparso nella pagina economica dell’Unione Sarda di domenica 29 giugno sulla futura legge regionale  sull’apicoltura, merita un commento. Abbiamo già detto nel precedente articolo che la legge rappresenta una straordinaria opportunità di sostegno all’apicoltura sarda, che ne aveva veramente un effettivo bisogno. Quindi va fatto un plauso al legislatore regionale. Quando diciamo che è  «Una legge che danneggia il nostro settore dal punto di vista economico» ci riferiamo a quella parte del Testo unificato che non tiene conto di alcune novità normative; come l’anagrafe apistica che dovrebbe surrogare tutto quell’articolato complesso di comunicazioni tra imprenditore apistico e autorità sanitarie / veterinarie. Mantenere questo canale comunicativo  significa perdere tempo,  ovvero creare un  danno economico. Giusto per fare un esempio concreto, la dichiarazione di possesso di alveari ai servizi veterinari delle ASL competenti per territorio, che gli apicoltori sardi si apprestano ad inviare entro il 30 giugno, ai sensi della Legge Regionale n. 30 del 17.12.1985 sull’apicoltura, secondo noi, non dovrebbe essere prodotta. Quando diciamo che «La Regione non ha fatto pressione sull’Unione Europea per il riconoscimento agli apicoltori dell’indennità compensativa, contributo ancora legato al possesso dei fondi”, riprendiamo un tema vetusto. Oltre dieci anni fa, sulla più importante rivista di apicoltura scrivevo un articolo dall’inequivocabile titolo: Le api volano, non pascolano. A distanza di oltre un decennio dalla mobilitazione del mondo apistico sardo per la revisione dei criteri che sottendono la normativa sull’indennità compensativa, niente è stato fatto per riconoscere la specificità dell’apicoltura. Quale poi possa essere la capacità “contrattuale” della Regione Sardegna per far capire ai soloni della Comunità Europea l’evidenza di questa specificità, lascio agli apicoltori immaginare. Chi, forse più di ogni altro, ha titolo per parlare della Commissione Regionale Apistica e della sua attività fallimentare, è lo scrivente; che ne è stato Presidente e componente per quasi tutta la sua durata. Si trattava di un organismo “plebiscitario” a carattere consultivo, previsto dall’art. 2 della Legge Regionale 30; che non prodotto niente di concreto. Riproporla è semplicemente demenziale. Ripetiamo quanto già detto. La Regione Sarda deve avere come interlocutori preferenziali  le Associazioni degli apicoltori e, lo imporrebbe l’Unione Europea,  le OP.

Luigi Manias

Il  4 giugno scorso Luigi Manias, quale rappresentate di Apiaresos, l’associazione di apicoltori che rappresenta per consistenza un quarto dell’apicoltura sarda, è stato ascoltato dalla V° Commissione regionale agricoltura per esprimere la nostra posizione sul testo unificato PP.LL 45 (Legge regionale per l’incentivazione dell’allevamento apistico e per la tutela e la salvaguardia dell’Apis mellifera ligustica) – 61 (Disposizioni in materia di apicoltura), ovvero le proposte Comandini e Cherchi. Ho informato la Commissione che gli apicoltori sardi il 24 ottobre 2014 avevano elaborato e approvato all’unanimità,sulla base delle proposta Comandini,  delle proposte per rendere la futura legge snella, realmente efficace e rispondente alle esigenze dell’apicoltura sarda. Nel congresso di Oristano del 23 novembre  2014 Comandini, concordi Renato Soru e Antonio Solinas, si dichiarò disponibile a considerare le istanze degli apicoltori. Pur convenendo con  Comandini che il testo unificato, relativamente agli aiuti previsti per l’allevamento apistico e per gli investimenti aziendali (artt. 4-5),  rappresenta un importantissimo  strumento di sostegno all’apicoltura sarda, questo tuttavia non risponde in larga parte alle aspettative degli apicoltori sardi. Sollecitato dal presidente  Lotti ho precisato in sintesi la sostanza delle proposte degli apicoltori. L’entrata in vigore dell’anagrafe apistica surroga gran parte delle disposizioni previste dagli articoli 6 e 7. L’entrata a regime dell’anagrafe sarà un onere per gli apicoltori, che non necessitano di ulteriori aggravi con inutili comunicazioni alle ASL. Tutte le disposizioni sanitarie che riguardano l’apicoltura sono regolate dalla normativa  nazionale; non è il caso di creare delle “specificità” sarde . L’unica cosa che la Regione dovrebbe preoccuparsi di verificare è che  che le normativa vigente sia applicata con coerenza e omogeneità interpretativa. Circa l’associazionismo apistico ho ricordato alla Commissione che in occasione del Congresso di apicoltura di Oristano fu ricordato da qualcuno che in Europa esistono solo due organizzazioni di produttori  in apicoltura; di cui una in Sardegna; elemento di anomalia più che di orgoglio. Ho anche ricordato che in quella occasione alcuni fra i più autorevoli apicoltori sardi hanno evidenziato come  i tentativi di aggregazione di prodotto siano tutti miseramente falliti, con un corollario di conseguenze finanziarie disastrose. Così come di autentico, conclamato fallimento si deve parlare per l’attività svolta dalla Commissione Regionale Apistica,  che viene inspiegabilmente riproposta all’art. 11. La Regione Sarda riteniamo debba avere come interlocutori preferenziali  le Associazioni degli apicoltori e, lo imporrebbe l’Unione Europea,  le OP; questi riteniamo sono i soli soggetti titolati. Ma  nelle nostre proposte  affermiamo  la centralità dell’azienda apistica nello sviluppo dell’apicoltura sarda, in un autentica ottica multifunzionale di diversificazione produttiva e di servizi. Alla Commissione abbiamo espresso tutti  i nostri dubbi sulla formazione apistica oggi erogata in Sardegna;  con particolare riferimento a quella di primo livello. Riteniamo infine che sarebbe opportuno se si vuole salvaguardare l’ape italiana e gli ecotipi locali che vengano istituiti degli areali protetti;  evitare la ripetizioni (art.2-3)  di definizioni già contenute nella Legge nazionale sull’apicoltura;  dichiarare  che la varroasi o varroatosi è endemica nel territorio della Sardegna.   Gli apicoltori possono leggere in allegato la proposta degli  apicoltori sardi e il testo unificato.

Luigi Manias

Apiaresos.2014.Proposte apicoltori

T.U. PP.LL. 45-61 (Apicoltura)

GadduraAd Olbia martedì 14 aprile abbiamo esposto ad un piccolo gruppo di apicoltori galluresi la bozza approvata dagli apicoltori sardi sulla  nuova proposta di  legge sull’apicoltura. E’ stato spiegato come il testo della proposta di legge, con primo firmatario Piero Comandini, è stato sottoposto ad un rigoroso esame di esperti da cui è scaturita una bozza poi discussa in un assemblea pubblica ad Oristano, dover era presente il gotha dell’apicoltura sarda. Apiaresos ha ritenuto che anche gli apicoltori galluresi dovessero partecipare alla discussione condivisa della bozza licenziata ad Oristano. Sono stati affrontati nel dettaglio gli articoli di maggiore pregnanza: sostegno all’allevamento apistico; sostegni agli investimenti aziendali; comunicazioni ai servizi veterinari e disposizioni sanitarie, divieto di trattamento durante le fioriture, riforestazione e rapporti con le istituzioni.

Si è trattato di un primo approccio di Apiaresos con gli apicoltori galluresi, con i quali si spera di attivare in futuro un articolato programma formativo.

Luigi Manias

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