Convegni


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20 bottiglie di Vermentino della Cantina di Monti tra Vigne del Portale, Funtana Liras e Aghiloia, distribuite a 6 classi da 35 unità che si sono alternate dalle 18.30 alle 22.30 all’Enoforum per la degustazione guidata di mieli di lavanda, corbezzolo e abbamele in abbinamento  ai formaggi, diretta da Gianluigi Marcazzan e Luigi Manias, sono anche queste segno concreto del successo della XXII Fiera del Miele e XIII del Miele Amaro di Monti. Ma la degustazione è solo una parte dell’evento organizzato da Apiaresos, in stretta concertazione con la Proloco di Monti, poiché l’altro grande evento  è stato il convegno della mattina Apicoltura Sarda. Verso nuove prospettive , che ha rispettato totalmente le aspettative del foltissimo uditorio. 50 apicoltori registrati provenienti da tutta la Sardegna  – ma molti hanno potuto assistere  al convegno solo dall’esterno senza potersi registrare –  hanno affollato la sala dell’Enoforum. Ne avevano ben ragione perché tutte le relazioni sono state di grande interesse;  ma anche le introduzioni del Sindaco di Monti l’Avv. Emanuele A. Mutzu, che ha parlato della prossima realizzazione della Casa del Miele, punto di riferimento imprescindibile per l’apicoltura sarda, e del presidente della Proloco di Monti Domenico Pes, che ha messo l’accento sull’importanza del felice abbinamento della sagra del miele con quella del vermentino. L’esordio del convegno  è stato memorabile, poiché affidato ad uno dei fondatori dell’Associazione Apicoltori Professionisti Italiani, Francesco Campese, fra gli apicoltori italiani più innovativi degli ultimi 40 anni. Il suo intervento ha riguardato un’esperienza applicata nel vicentino che ha dato esiti strepitosi in termini produttivi. I 150 kg di miele per alveare sono però l’esito di una conoscenza senza eguali della biologia delle api e della tecnica apistica. Ecco perché la replicabilità di un’esperienza simile richiederebbe pari condizioni. La relazione di quest’anno ha ripreso nelle linee generali quella di Tramatza del 2018, ma Campese è entrato maggiormente nei dettagli della gestione degli alveari con 2/3 regine.  L’attesa relazione di Giuseppe Caddeo Quanto vale l’apicoltura sarda? ha finalmente e per la prima volta in assoluto, aperto un documentato  e rigorosissimo squarcio, basato su fonti ufficiali, sulla realtà dell’intero comparto apistico sardo. Gli esiti dall’ampia analisi proposta da Caddeo ha rivelato che in buona sostanza l’intero comparto, sovrastimando a 500 euro il reddito di un alveare gestito da apicoltori professionisti, non raggiunge il fatturato della ditta Molinas Peppino & Figli di Calangianus, che produce tappi di sughero, particolarmente graditi dalla Cantina del Vermentino di Monti. Cantina  che a sua volta supera nel 2017 il fatturato dell’intero comparto apistico (comprensivo anche di apicoltori hobbisti) censito nel 2018 in BDA; qualora si consideri 184 euro  il reddito per alveare in Sardegna, come recentemente certificato da Eurostat. Gianluigi Marcazzan, ricercatore del Crea di Bologna, ex glorioso Istituto Nazionale di Apicoltura, ha svelato lo straordinario lavoro svolto del suo ente nell’ambito della caratterizzazione dei mieli rari, focalizzando l’attenzione sull’asfodelo e sul teucrium, che ormai è diventato un miele tipico di esclusiva produzione sarda. Di estremo interesse anche l’appendice sui  4 lieviti utilizzati per la fermentazione di altrettanti idromeli monoflorali. Infine Luigi Manias ha fornito un ampia e dettagliata rassegna normativa sugli aspetti sanitari e fiscali per gli apicoltori hobbisti e semiprofessionisti, che ha rappresentato per gli apicoltori presenti in sala con un numero di alveari superiore ai 10 e quindi fuori dalla condizione di autoconsumo, una soluzione possibile per definire meglio in prospettiva il loro stato.    

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Verso nuove prospettive è il titolo che Apiaresos, partner della Pro Loco di Monti nell’organizzazione di questo evento, hanno voluto dare a questa edizione del convegno di apicoltura, altro importante appuntamento formativo che cade 7 mesi dopo dall’incontro di Tramatza. Il Convegno si terrà domenica 4 agosto a Monti presso la sala convegni di Centro Sociale “A. Segni” via Risorgimento  8 a partire dalle 9.00. Sarà preceduto il giorno prima, sabato 3 agosto, dalla presentazione di una mostra, elaborata da Apiaresos, dedicata alle antiche arnie a favo mobile.  Apiaresos è convinta che anche con la  formazione continua sia possibile uscire dalle sacche della crisi e dalle difficoltà che attraversa l’apicoltura sarda. L’intervento di apertura, Come produrre 150 kg di miele con un alveare, è stato affidato ad uno fra i più preparati e innovativi apicoltori italiani, Francesco Campese, vicentino, che proporrà una sua versione di apicoltura smart / intelligente, con la gestione di un alveare a due regine ad altissima produttività. Giuseppe Caddeo con Quanto vale l’apicoltura sarda ? per la prima volta in assoluto in Sardegna, farà un’analisi rigorosa dell’apicoltura sarda (professionale e non), della sua entità, della sua valenza, basandosi esclusivamente su fonti primarie ufficiali: Banca Dati Apistica e Regione Autonoma Sarda. Gianluigi Marcazzan, ricercatore del Crea di Bologna  e presidente dell’Albo degli esperti in analisi sensoriale del miele, per la prima volta in Sardegna parlerà di mieli rari e di idromele;  mentre Luigi Manias proporrà oltre ad un modulo formativo sulla normativa europea, italiana e regionale per gli apicoltori hobbisti e semiprofessionali, l’aggiornamento del sitowww.abbamelesardegna.it . E proprio l’abbamele, che Apiaresos ha fatto riconoscere dallo Stato come prodotto agricolo tradizionale, sarà il protagonista, insieme ai mieli di cardo ed eucalipto, in abbinamento a formaggi pecorini,  della degustazione guidata  in programma alle 18.30 all’Enoforum di via San Paolo 2. In occasione del Convegno Apiaresos allestirà un banco con libri e materiale informativo sull’apicoltura. Il convegno e la degustazione guidata è in coincidenza con la più importante manifestazione dell’anno per Monti, la sagra del  Vermentino, Si ricorda che l’accesso al Convegno di Monti e alla degustazione è gratuito e aperto a tutti.    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Non si sono ancora spenti gli echi della 5^ edizione del convegno annuale di Apiaresos, tenutosi il 19 e il 20 Gennaio presso l’Hotel – Centro Congressi l’Anfora di Tramatza, con un ottima partecipazione di soci, per l’alta qualità dell’offerta formativa erogata. Alberto Contessi, autore del più celebre manuale di apicoltura e presidente dell’Osservatorio Nazionale del Miele,ha parlato dell’importanza della biodiversità apistica e ha esposto la proposta di legge presentata in Emilia Romagna per tutelare l’ape ligustica. L’avvocato Vittorio Perria ha esposto la normativa sulle malattie professionali in apicoltura. Tema ripreso dal presidente e dal vicepresidente di Conflavoro di Oristano Silvio Frongia e Paolo Deidda. Il primo ha illustrato gli adempimenti a cui deve ottemperare un azienda apistica; il secondo ha esposto i nuovi adempimenti per quanto riguarda la privacy e la fatturazione elettronica. Prosegue la collaborazione avviata nelle precedenti edizioni del convegno con la dottoressa Elisabetta Schievano e il dottor Gianluigi Marcazzan. La prima ha evidenziato le proprietà dei mieli Sardi, simili a quelle del miele di manuka, e di frodi sull’origine e provenienza geografica di alcuni mieli Sardi; il secondo ha presentato i risultati degli studi e della ricerca sui i campioni di propoli forniti dai soci di Apiaresos. Nella stessa giornata il professor Luca Fontanesi ha esposto l’innovativo metodo di analisi del DNA del miele, con il quale è riuscito a definire una mappa esaustiva del miele, comprensiva di origine botanica e geografica, patologie (fra cui funghi, virus, batteri) presenti nell’alveare, sottospecie di ape. La seconda giornata è stata aperta da Giovanni Guido, che ha presentato le ultime novità sulle patologie apistiche e terapie farmacologiche disponibili sul mercato per la lotta alla varroa. A seguire Fabrizio Zagni, che ha illustrato l’apicoltura nel Ponente Ligure, tra nuove avversità, ambiente impervio e una sottospecie di ape (l’Ape Nera) da tutelare e valorizzare all’interno del suo areale di appartenenza. Ha chiuso la mattinata del 20 Valter Bellucci, che ha affrontato il problema della mortalità delle api causata dai pesticidi, sia dal punto di vista scientifico, indicando come agiscono queste sostanze sulle api, sia normativo. Nella serata Luca Bonizzoni ha illustrato le varie tecniche per produrre nuclei durante la stagione apistica, da utilizzare sia per la rimonta aziendale sia per la vendita e cosi incrementare il reddito dell’azienda apistica. Davide Mercenaro ha spiegato come un azienda apistica possa incrementare il proprio reddito sfruttando le coperture degli edifici aziendali per la produzione di energia solare. L’intervento che ha chiuso il Convegno è stato quello del professor Ignazio Floris, che ha fatto il punto della situazione sul progetto Aluen Cap, spiegando non solo quali saranno i passi futuri ma rispondendo alle molte domande dei soci.
Sabato 23 febbraio al Circolo di Lettura di Ghilarza, Orlando Oliva e Giuseppe Caddeo hanno proposto un dettagliato report sulle ultimissime novità del convegno degli apicoltori professionisti italiani, tenutosi a Policoro dal 30 gennaio al 3 febbraio 2019. Un momento di riflessione su tematiche come la nutrizione, le tecniche di selezione delle api regine, i vecchi e nuovi farmaci contro la varroa, le minacce incombenti sull’apicoltura Sarda, con particolare riferimento alla vespa vellutina. La serata si conclusa con un buffet offerto da Apiaresos ai soci.
Sabato 30 marzo, presso il circolo di lettura di Ghilarza, il socio dottor Francesco Cadeddu ha presentato il suo libro Le api nostre insostituibili compagne di viaggio, nel quale ha ampiamente trattato, per la prima volta in assoluto in una pubblicazione edita, il concetto di benessere animale riferito all’alveare.
Sabato 22 giugno si è concluso ad Ales, in concomitanza con un importante evento dedicato all’agricoltura sociale https://www.videolina.it/articolo/tg/2019/06/23/ales_la_vendemmia_del_miele_con_il_progetto_di_agricoltura_social-78-896559.html , il terzo corso di introduzione all’apicoltura. La classe composta da: Ara Antonio, Biancu Giovanni, Carta Alessia, Cerviotti Alessandro, Concu Monica, Corda Daniela, Fadda Rossella Stefania, Flore Antonio, Manca Eleonora, Massa Silvia, Orrù Vincenzo, Porcu Alberto, Pruneddu Andrea, Rombi Valentina, Secco Riccardo, Spiga Corrado, ha dimostrato un forte interesse e attenzione su tutte le tematiche affrontate. La giornata si è conclusa con un pranzo comunitario.

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A otto anni dal primo convegno sull’Abbamele, tenutosi a  Ghilarza nel dicembre del 2010, Apiaresos in collaborazione con il Circolo di lettura 1852, organizza  il secondo convegno sull’Abbamele. Si terrà sabato 22 Dicembre 2018 alle ore 18:00 presso il Circolo di lettura 1852 in via Umberto I 137, sempre a Ghilarza, con ingresso libero e gratuito.

Per la prima volta viene indetto un concorso per premiare le migliori Abbamele sarde. Al termine del convegno e della premiazione delle Abbamele più meritevoli sarà possibile degustare prodotti dolciari e non a base di Abbamele, compreso un ottimo idromele. Il programma convegnistico prevede gli interventi di: Aldo Buiani, enologo e presidente del Circolo di Lettura 1852, con ‘’ Percorsi liquidi. Lunga vita all’Abbamele’’; Luigi Manias, direttore tecnico di Apiaresos, che ripercorrerà i passi fatti dal riconoscimento dell’Abbamele come prodotto agroalimentare tradizionale alla creazione del portale di promozione https://www.abbamelesardegna.it; Greca Nathascia Meloni, antropologa e dottoranda presso  l’Università di Vienna, che presenterà il suo documentario  ‘’L’acuamebi di Verina Olla’’; Nino Schirra, presidente di Apiaresos, nonché titolare dell’Apicoltura Liune, che racconterà le varie declinazioni dell’Abbamele, dall’idromele al distillato passando per  l’aceto.

Chiunque volesse partecipare al concorso può far pervenire un vasetto da 250g etichettato di Abbamele presso il Circolo di Lettura  1852 in Via Umberto I 137 Ghilarza entro il 15 Dicembre, o contattare  gli organizzatori a i seguenti numeri: 348.73.25.471 (Nino)  – 347.11.72.651 (Orlando) – 340.16.42.496 (Giuseppe) – 347.72.89.905 (Luigi)

  Giuseppe Caddeo

Il convegno annuale degli apicoltori della Sardegna, tenutosi per la prima volta nel 2014, è giunto alla sua 5° edizione. Visto il successo delle precedenti edizioni in termini di offerta formativa, di soddisfazione espressa e di partecipazione, si è pensato di reiterare l’evento per la quinta volta. Riteniamo che anche nella nostra isola ci sia bisogno di un momento specifico di formazione intensa e qualificata per consentire, anche agli apicoltori Isolani, un aggiornamento importante sui principali temi di attualità apistica, indipendentemente dalla formazione continua e costante proposta dall’Associazione. Relatori regionali, nazionali ed Internazionali parleranno di tematiche relative  all’apicoltura professionale e alla ricerca scientifica finalizzata alla qualificazione dei prodotti dell’alveare.  Anche quest’anno come negli anni passati avremo il sostegno dell’UNAAPI e l’apporto dei suoi docenti più prestigiosi. Come lo scorso anno si è deciso di svolgere il convegno all’inizio dell’anno, in quanto gli apicoltori sono meno gravati dalle incombenze aziendali . Si terrà quindi il 19 e il 20 Gennaio 2019 presso l’Hotel – Centro Congressi l’ Anfora di Tramatza, al km. 103 della S.S. 131, punto baricentrico dell’isola e sulla principale arteria stradale della Sardegna. 

Giuseppe Caddeo

Esordio della stagione formativa 2018/20019 con il tutto esaurito  martedì 27 Novembre alle ore 16:00 presso l’agriturismo Thamis a Uras.  Un impagabile Luca Bonizzoni, ha tenuto un seminario formativo sull’allevamento delle api regine. Erano presenti 38 soci: Caddeo Giuseppe, Cadelano Angelo, Carta Agostino,Carta Alessandro, Congiu Virgilio Erriu Nicola, Fadda Cristian, Fenu Maria Antonietta, Floris Sergio, Foddi Barbarina, Fois Antonello, Ladu Sergio, Lai Pino, Lampis Alessandro, Langenbeck Adelheid, Loi Giovanni, Manca Pino, Manias Luigi, Marongiu Simone, Masala Salvatore, Melis Tonino, Mura Dario, Murgia Palmerio, Oliva Orlando, Perria Stefania, Pisano Stefano, Pistis Annetto, Porru Anna, Puggioni Giampaolo, Rossini Massimo, Scalas Corrado, Schirra Giovannino, Soro Veronica, Stara Luigi, Todde Andrea, Tupponi Vittorio, Vedele Giuseppe, Zurru Fabrizio.

Ha introdotto i lavori il Direttore Tecnico Luigi Manias che ha illustrato la programmazione dell’attività formativa di Apiaresos per la stagione 2018 – 2019, soffermandosi sulla due giorni convegnistica che si terrà a Tramatza dal 19 al 20 gennaio 2019, e che si profila come un appuntamento imprescindibile per gli apicoltori Sardi. Nella circostanza ha richiamato l’attenzione dei soci sul primo concorso di Abbamele, la cui giornata conclusiva si terrà a Ghilarza sabato 22 dicembre. Luca Bonizzoni, ha inizialmente esposto all’uditorio attentissimo  le tecniche per produrre api regine, e nella parte finale ha fatto una disamina sull’attuale mercato delle api regine e su quello che sarà l’orientamento e le tendenze future, che ridefiniranno l’offerta di api regine in Italia e all’estero. Ha infine esposto alcuni progetti innovativi che potrebbero essere intrapresi nell’immediato.

   Giuseppe Caddeo

Si  è svolto sabato 10 e domenica 11 Novembre 2018 a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne in Via della Lungara 19, ApiDidattica.
Il convegno/workshop annuale sulla didattica in apicoltura, giunto alla sua ottava edizione con il titolo “Tutte le strade portano all’ApiCultura”, è promosso da Ami, Ambasciatori Mieli Italiani; associazione culturale che ha come obiettivo quello di sostenere e diffondere la cultura apistica, del miele e degli altri prodotti dell’alveare. 
Per la prima volta ApiDidattica ha avuto due relatori Sardi, Greca N. Meloni con “Abieris e Abis. Beyond a drop of Honey” e il direttore tecnico di Apiaresos Luigi Manias che ha sviluppato i dettagli di un ambizioso progetto “Le api di carta. Un progetto culturale extra – vagante”.
Apiaresos non solo è stato sponsor dell’evento ma anche partner attivo nell’organizzazione complessiva dell’ottava edizione di Apidattica, contribuendo alla definizione del programma, all’individuazione dei relatori e assegnazione dei temi, alla localizzazione dell’evento, alla proposta di sponsor e verifica della logistica. Tutti le relazioni esposte sono disponibili nel sito di Ami alla pagina http://www.apididattica.com/?p=40866.                                                                                                                              Ringraziamo tutti gli organizzatori, relatori e partecipanti, auspicando di poter avere altre occasioni di collaborazione.

Giuseppe Caddeo

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Domenica 5 agosto 2018, in concomitanza con la Sagra del Vermentino, si è tenuta la XXI Fiera del miele e la XII Fiera del miele amaro, organizzata dal Comune di Monti, dalla Pro Loco di Monti, dalla Comunità Montana del Monte Acuto, con l’apporto organizzativo  di Apiaresos.

Le manifestazioni legate alla sagra del miele sono iniziate la mattina con il seguitissimo convegno di apicoltura dal titolo: “Apicoltura sarda. Il futuro ha un cuore antico”, tenutosi presso il Centro Sociale “A. Segni” in via Risorgimento, a Monti.

I lavori sono stati aperti dai saluti del Sindaco di Monti Emanuele A. Mutzu e da quelli del presidente della Pro Loco di Monti Domenico Pes.  Con la coordinazione del direttore tecnico di Apiaresos Luigi Manias si sono susseguiti gli interventi di:

–          Pierantonio Belletti, Apicoltore professionista e tecnico apistico, che ci ha illustrato una gestione continuativa della varroa con interventi innovativi di controllo capillare più ampi a livello territoriale, contestualizzati al territorio Sardo.

–          Lo scrivente, Giuseppe Caddeo, che ha parlato dell’apicoltore e medico di Santu Lussurgiu Dott. Giovanni Antonio Carta, vissuto nell’ottocento, il quale in base agli studi attuali risulta essere il primo apicoltore Sardo ad aver introdotto l’arnia a favo mobile in Sardegna nel 1868.

–          Prof.  Ignazio Floris dell’Università di Sassari, che ha parlato della salvaguardia, tutela e propagazione del patrimonio Sardo di biodiversità apistica e del Progetto AluenCAP, la più grande sperimentazione mai tentata in apicoltura.

–          il Medico Dott. Flavio Maria Testa, membro dell’Associazione Italiana Apiterapia, che ci ha illustrato L’Apiterapia, una terapia integrativa alla medicina ufficiale che utilizza miele, propoli, pappa reale, polline per il trattamento di numerosi disturbi e patologie; e L’Apitoxiterapia, o apipuntura, un tipo di terapia che prevede l’utilizzo del veleno dell’ape.

–          Luigi Manias, Direttore tecnico di Apiaresos, ha presentato il sito internet (https://www.abbamelesardegna.it/ ) interamente dedicato alla promozione dell’ abbamele. Uno strumento innovativo per un prodotto agricolo tradizionale fatto riconoscere da Apiaresos.

La sera presso l’ Enoforum in Via San Paolo 2 a Monti, si è tenuta la degustazione, guidata dal direttore tecnico di Apiaresos Luigi Manias, dei mieli uni floreali del territorio e dell’ abbamele abbinati ai formaggi di un caseificio di Monti, il tutto accompagnato da un superbo Vermentino Funtanaliras serie Oro della Cantina del Vermentino di Monti, che ha visto alternarsi nella saletta messa a disposizione per l’evento più di duecento persone.

Sempre presso l’Enoforum, sono state allestite, per tutta la durata della manifestazione, le mostre,  molto apprezzate dai partecipanti dell’evento, “Apicoltura Sarda”, a cura dell’Università di Sassari e  “Antiche Arnie a favo mobile”, a cura di Apiaresos, con l’esposizione di  bugni sardi e arnie antiche a favo fisso e mobile.

Si ringraziano il Comune di Monti, la Pro Loco di Monti, la Comunità Montana del Monte Acuto, per la fiducia accordata, sperando sia l´inizio di una collaborazione che risulti duratura nel tempo.

  Giuseppe Caddeo

Il Comune di Monti, la Pro Loco di Monti, La Comunità Montana del Monte Acuto, in collaborazione con Apiaresos organizzano il Convegno

                                                         Apicoltura sarda. Il futuro ha un cuore antico

“La tradizione è un fare, non un subire, è un procedere, non uno stare.” Bachisio Bandinu

La diffusione endemica della varroa impone non solo una gestione continuativa della patologia, ma anche interventi innovativi di controllo capillare a livello territoriale più ampi rispetto a quelli tentati in passato. La necessità di diversificare le produzioni dell’azienda apistica, in un ottica ineludibile di multifunzionalità, può assumere come motivo ispiratore un nuovo rapporto con la tradizione. Infatti la salvaguardia, tutela e propagazione del patrimonio sardo di biodiversità apistica può rappresentare, contestualmente ad un’azione comunicativa sul web per un prodotto agricolo tradizionale come l’abbamele e alla diffusione di nuove produzioni come la raccolta del veleno d’api , voci rilevanti del reddito d’impresa. Gavino Antonio Carta, primo apicoltore sardo a far uso del favo mobile nell’immediato dell’unità d’Italia, e gli eventi espositivi e sensoriali previsti, confermano che il futuro dell’apicoltura sarda ha un cuore antico.

Monti, 4 agosto 2018
Enoforum, Via San Paolo 2

16.30 Conferenza stampa
17.00 Inaugurazione delle mostre Antiche arnie a favo mobile a cura di Apiaresos e Apicoltura sarda a cura dell’Università di Sassari

Monti, 5 agosto 2018
Centro Sociale “A. Segni” via Risorgimento 8

Convegno Apicoltura sarda. Il futuro ha un cuore antico

09.00 Saluto del Sindaco di Monti Emanuele A. Mutzu
Saluto del Presidente della Pro Loco di Monti Domenico Pes
Coordina il convegno Luigi Manias
Direttore tecnico Apiaresos

09.30 Come combattere efficacemente la varroa. Una soluzione per la Sardegna > Pierantonio Belletti, Apicoltore professionista e tecnico apistico

10.00 La Sardegna non è arretrata. Giovanni Antonio Carta pioniere dell’arnia a favo mobile > Giuseppe Caddeo, Apiaresos

10.30 Un patrimonio di biodiversità da difendere. L’ape in Sardegna > Ignazio Floris, Università di Sassari

11.00 La più grande sperimentazione mai fatta in apicoltura. Progetto AluenCAP > Alberto Angioni, Università di Cagliari – Ignazio Floris, Università di Sassari

11.30 Come guarire con il veleno d’api. L’apitoxoterapia > Flavio Maria Testa, Associazione Italiana Apiterapia

12.00 Abbamele. Uno strumento innovativo per un prodotto agricolo tradizionale > Luigi Manias, Apiaresos

Dibattito

09.00 – 13.00 Banco Apiaresos. Esposizione e vendita di libri di apicoltura

 

Enoforum, Via San Paolo 2

18.30 Degustazione guidata di mieli uniflorali e abbamele

Luigi Manias, Albo Nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele
Sebastiano Brancazzu, Tecnico lattiero caseario

Segreteria organizzativa Apiaresos > Referente Luigi Manias > apiaresos@gmail.com > c. 347 72 89 905

Con tanti saluti alla concertazione e alla condivisione Antonio Maccioni di Laore, per sua stessa ammissione, nell’incontro organizzato dall’agenzia a Nuoro sabato 19 maggio dalle 11 alle 14 presso l’aula magna del Consorzio Universitario Nuorese e di cui è stato coordinatore,  ha deciso  l’agenda dei lavori interpellando esclusivamente Danilo Argiolas di Api.pro. Nonostante ci fossero gli estremi per declinare la nostra partecipazione a quello che si è rivelato un dibattito, già monco per l’assenza del rappresentante di Terra Antiga, il consigliere Giuseppe Caddeo ha ricordato all’uditorio, composto da una cinquantina di persone scarse  e in gran parte afferenti a Laore, che Apiaresos da  31 anni opera  a favore di tutto il comparto sardo, collocandosi a livello nazionale come uno degli organismi più dinamici e qualificati nell’ambito della formazione in apicoltura. E’ socia fondatrice di UNAAPI, con cui ha attivato sino ad ora un fattivo rapporto di collaborazione, e svolge un’azione a tutto campo. Caddeo è poi entrato nel merito di alcuni temi. Secondo Apiaresos  sul PSR bisogna uscire dalla condizione di minorità in cui l’azienda apistica sarda è relegata, acquisendo una nuova soggettività (vedi Calabria), anche attraverso la ridefinizione della produzione standard. Sulla misura del PSR calabrese Caddeo ha ricordato all’ignaro uditorio che le provvidenze sono erogate agli apicoltori quale apporto al mantenimento della biodiversità vegetale e non della biodiversità apistica. Una misura simile per la Sardegna, come ha convenuto anche lo stesso Argiolas,  deve essere contestualizzata alla nostra realtà. La legge regionale sull’apicoltura a distanza di quasi tre anni dalla sua entrata in vigore rimane inapplicata in tutti i suoi disposti. Sulla siccità Apiaresos ha lavorato per un premio congruo per l’azienda apistica, ma siamo ancora in attesa di risposte concrete e precise. Sulla bozza del piano urbanistico regionale abbiamo chiesto la riduzione a 1 ettaro della superficie utile per l’edificazioni di edifici per l’apicoltura. Sul piano varroa Apiaresos ha espresso sin da settembre 2017 la propria contrarietà, ritenendolo inutile e dispendioso.  Una vivace discussione è seguita all’intervento del dott. Gianvittorio  Sale, responsabile dell’Unità organizzativa supporto alla gestione sostenibile delle attività agricole, che ha detto che in olivicoltura il trattamento con il Rogor è il rimedio ultimo, non prima di aver applicato agrotecniche alternative; sebbene nei corsi Laore il Rogor sia promosso come il trattamento d’elezione. Caddeo ha suggerito, in un ottica di sostenibilità, l’uso del caolino. Dal pubblico Antonio Sanna, un apicoltore del nuorese, ha evidenziato la pericolosità del Rogor e l’appesantimento burocratico nell’introduzione della Banca Dati Apistica, che secondo Sanna non sarebbe stata ampiamente divulgata. In realtà Apiaresos ha svolto ripetuti interventi (nel nuorese ad Oliena) a riguardo, così Laore a Lula, dove il tecnico Massimo Licini è stato aspramente contestato. Non è dunque casuale che il nuorese sia il territorio con il maggior numero di alveari non denunciati. Antonio Maccioni che è il direttore ad interim del Servizio per la multifunzionalità dell’impresa agricola e per la salvaguardia della biodiversità di Laore si è mostrato stupito quando Giuseppe Caddeo ha detto che l’agenzia da una parte afferma di sostenere il comparto apistico e dall’altra incoraggia, come tecnica agricola conservativa, il diserbo presemina, come espressamente prescritto nella pubblicazione Tecniche di agricoltura conservativa (http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&s=17&v=9&c=4463&id=676679),  presentata a Macomer alla Mostra interprovinciale ovini razza Sarda il 13 maggio. Non stiamo parlando di qualche cunetta ma di aziende agricole di oltre 250 ettari che stanno adottando questa pratica. Laore deve chiarire se intende realmente tutelare la biodiversità apistica. Qualche dubbio Apiaresos ce l’ha dato che i docenti  Laore nei loro corsi di apicoltura, notoriamente, suggeriscono l’uso di ibridi. Apiaresos in tal senso la sua scelta l’ha fatta, fornendo un apporto concreto all’elaborazione della Carta di San Michele d’Adige, un importante documento scientifico a tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone dell’apis mellifica. Giuseppe Caddeo anche di questo avrebbe voluto parlare, ma è suonata la campanella del pranzo.  Il bilancio della prima World BEE Day sarda non può certo definirsi esaltante.     Luigi Manias

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