Venerdì 27 aprile alle ore 11:00, nella sala anfiteatro presso la Direzione generale delle politiche sociali in via Roma 253  a Cagliari, sarà presentato il Piano regionale per il controllo dell’infestazione da Varroa destructor per il 2018. Apiaresos sarà certamente presente per ribadire la propria posizione sul Piano, come già fatto martedì 26 settembre 2017 con pec a san.dgsan@pec.regione.sardegna.it e di cui riportiamo il testo. Riteniamo inoltre che il Piano rappresenti per gli apicoltori sardi un ulteriore aggravio di oneri burocratici e un dispendio poco giustificato di risorse pubbliche.

La posizione di Apiaresos in merito al Piano di Controllo della Varroa destructor è in linea con quella ufficiale dell’UNAAPI, organismo associativo di primo livello di cui la nostra Associazione è componente.

Le aziende apistiche sarde sono realtà produttive estremamente eterogenee sia per consistenza di alveari, sia per tipologia di attività (stanziali, nomadi, miste) sia per impostazione produttiva (miele, polline, pappa reale, api regine, ecc.). Pensare di  calare dall’alto un piano che ne standardizzerebbe la tempistica dei trattamenti e la tipologia di farmaco da utilizzare è assai problematica.

Oggi ci troviamo di fronte ad un’estrema volatilità delle scelte sanitarie aziendali in tema di lotta alla varroa derivante da una serie di elementi non determinabili a priori quali; livello di infestazione e di re infestazione post trattamento,  andamento produttivo stagionale, andamento climatico invernale e primaverile, costo trattamento inteso sia come costo del  farmaco che in ore/lavoro ad alveare, disponibilità di nuovi farmaci.

Non è pensabile dettagliare una strategia comune per diverse aziende e territori. Le ultime annate apistiche ci hanno insegnato che apiari gestiti dalla stessa azienda, portati su raccolti diversi a distanza di qualche settimana si trovano in condizioni diverse. Proviamo ad immaginare un piano di lotta che fissi entro i primi 15 gg di luglio il trattamento estivo; molte aziende si troverebbero ancora con i melari sull’eucalipto e saranno impossibilitati a trattare.

Se proprio dobbiamo avere un piano di lotta territoriale, esso dovrebbe essere totalmente flessibile da lasciare la piena discrezionalità operativa all’apicoltore il che significherebbe ammettere che è in pratica inutile. Infine ma non meno importante come aspetto, basti vedere all’esperienza recente spagnola, ove tali piani hanno dimostrato sostanzialmente la loro inutilità applicativa e pratica.

Il Presidente  Giovannino Schirra