Paolo Fontana, l’autore de Il Piacere della api, incontrerà domani a  Tramatza alle 15.30 gli apicoltori sardi nella sala convegni dell’Hotel Anfora per condividere il  Progetto ape per la biodiversità. Nell’incontro si parlerà anche degli strumenti normativi per la salvaguardia dell’ape mellifera ligustica ed ecotipi. Pubblichiamo qui di seguito il testo inviatoci da Paolo Fontana sui contenuti dell’incontro. Paolo Fontana sarà presente a Tramatza sin dalle 14.00. LM

Il progetto nasce in seno a WBA onlus (World Biodiversity Association) che ha subito trovato dei partner indispensabili nella Fondazione Edmund Mach di san Michele All’Adige (TN) e nell’azienda BIOAPI, Centro Culturale di Apicoltura – Biologica e Naturale di Santa Fiora (AR). L’Ape mellifera è un organismo chiave per la conservazione della biodiversità vegetale e quindi per il mantenimento dei diversi ecosistemi. Allevata fin dall’antichità è inoltre sempre stata presente ovunque come organismo “selvatico”. Purtroppo da oltre 30 anni, cioè dopo l’arrivo dell’acaro parassita Varroa destructor, questo non è più vero. Primo scopo del progetto Api per la Biodiversità è stato quello di dare un contributo attivo per la diffusione capillare dell’allevamento delle api mellifere attraverso la divulgazione di tipologie di “apicoltura naturale” basate su arnie a favo naturale come l’arnia Top Bar (Kenya Top Bar Hive). Le arnie adottate devono essere caratterizzate da un basso impiego di tecnologia e attrezzature ma allo stesso tempo devono consentire una elevata efficienza nel controllo di malattie e parassiti con tecniche biologiche. Questa “microapicoltura”, o apicoltura familiare, detta backyard beekeeping in alcuni paesi anglosassoni, non deve e non può essere alternativa o concorrenziale all’attività degli apicoltori perché è votata principalmente al mantenimento ed alla diffusione dell’ape mellifera e della sua azione di volano nella conservazione della biodiversità, con eventuale ottenimento di prodotti ad esclusivo consumo familiare. Lanciato nel 2015, il progetto ha visto aumentare notevolmente l’impiego consapevole di arnie top bar in Italia ma ha anche portato alla realizzazione di un particolare prototipo, la BF top bar, pensata sulla base delle migliori soluzioni utilizzate nel mondo, per facilitare soprattutto il controllo della Varroa. Il progetto dettagliato di questa particolare top bar è stato subito reso disponibile a tutti nel sito di WBA.

 

 

In seno a questo progetto è stato tradotto in italiano un primo manuale di apicoltura top bar ed è stato pubblicato un corposo testo di paolo Fontana sulle api, la storia dell’apicoltura e l’apicoltura naturale. Durante questi anni è stato allestito un corposo materiale didattico sulla gestione delle arnie top bar, diffuso mediante corsi e conferenze ma disponibile a tutti nel sito di WBA. Oltre al ruolo delle api sulla conservazione della biodiversità ambientale, il progetto è stato da subito attivo nella conservazione e della valorizzazione della stessa biodiversità della specie Apis mellifera e delle sue sottospecie autoctone. Proprio in conseguenza di ciò, in seno a questo progetto WBA ha ideato e sta lanciando una nuova certificazione per l’apicoltura, Biodiversity Friend Beekeeping, basata sull’uso di api locali, sulla stanzialità degli apiari, sull’uso del favo naturale e sulla valorizzazione dei mieli territoriali. L’ultima sfida del progetto Api per la Biodiversità è quello di pensare una apicoltura a favo naturale ma di tipo più professionistico. Per questo è in a sedi realizzazione un nuovo prototipo di arnia che faciliti la gestione a favo naturale, sempre con un occhio alla semplificazione tecnica, che permetta di ottenere miele da favo naturale sia per spremitura/colatura che per centrifugazione e che preveda la facile applicazione delle biotecniche nel controllo della Varroa.

WBA onlus: http://biodiversityassociation.org/it 

Progetto Api per al Biodiversità: http://biodiversityassociation.org/it/portfolio/api-la-biodiversita/