Un incontro “a ruote sgonfie”, dove praticamente non si è deciso niente, quello che si è tenuto oggi nella biblioteca dell’Assessorato all’Agricoltura, in via Pessagno a Cagliari.
Quest’incontro per cui l’Assessore all’Agricoltura ha convocato i presidenti di Api-pro Sardegna, Terrantiga e Apiaresos, ha visto presenti per la Regione l’Assessore, il suo capo di gabinetto e diversi funzionari responsabili dei procedimenti legati all’Apicoltura. Per le compagini apistiche Davide Brisi, presidente di Api-pro Sardegna, Francesco Caboni presidente di Terraniga, Nino Schirra presidente di Apiaresos e Danilo Argiolas.
Dopo una descrizione sull’importanza dell’apicoltura da parte di Davide Brisi, l’Assessore Caria ha esposto la sua visione del settore apistico dicendo che, come in altri settori, finanziamenti e altri interventi non saranno indiscriminati, a pioggia, o a temperare emergenze; bensì a favore delle imprese d’eccellenza che mirano a rendersi  competitive, indicando come esempi l’agricoltura di precisione e i pif.
Un argomento che ha scaldato gli animi è stato la divisione delle risorse destinate all’apicoltura. Francesco Caboni ha fatto notare che per gli investimenti in apicoltura le aziende con più di 341 alveari sono fortemente penalizzate, in quanto non ci sono risorse sui PSR e non possono accedere alla LR 19, ora limitata a chi possiede da 100 a 340 alveari, o meglio ad aziende con produzione standard fra 4000 e 15000€. Sul Reg. CE 1308 ci sono sono pochissimi soldi. La risposta del funzionario, a nostro avviso poco convincente (visto che altre regioni operano in modo diverso, Campania per esempio), è stata che l’Europa chiede una demarcazione a monte, mentre Caboni giustamente sosteneva che sul PSR si chiede una demarcazione a valle. L’argomento è un po ostico e ha bisogno di due parole in più. Per demarcazione a monte, si intende il fatto che una stessa misura (esempio acquisto di arnie) non possa essere finanziata da due leggi diverse, mentre per demarcazione a valle s’intende, sebbene la stessa misura sia finanziata con due leggi diverse, che il beneficiario dichiara e si impegna a non farsi finanziare la stessa misura, nel caso dell’esempio l’acquisto delle stesse arnie con due finanziamenti diversi e la regione e gli enti preposti verificano che ciò avvenga. Il funzionario su questo punto è stato irremovibile.
Si è chiesto conto del perché nelle misure della L.R. 19/2015 siano finanziati solo mezzi di trasporto per il nomadismo e in questo caso il funzionario ha detto che le risorse erano poche (520.000€) e quindi hanno preferito concentrare le misure su quest’azione, considerando che con quella cifra saranno finanziate solo 30/35 aziende.
Sempre sulle provvidenze della LR 19/2015 il funzionario ha riferito che l’annualità 2016 ha ricevuto uno stop da Bruxelles e quindi è stata riproposta insieme a quella del 2017 alla fine di novembre 2017. Non ha saputo dare dei tempi certi per l’erogazione di questi 520.000 €. A mio avviso significa che se va bene se ne riparla in estate.
E’ stato chiesto se si era in tempo per fare delle modifiche e hanno risposto che per questo provvedimento non si può più fare niente visto che è già stato notificato alla commissione europea, mentre se ci fosse la volontà politica si potrebbe cambiare la destinazione dei 500.000 € previsti nella finanziaria attualmente in discussione e inserire nei finanziamenti anche arnie e attrezzature. Volendo si modificherebbe la fascia (attualmente possono usufruire dei benefici della LR 19.2015 solo gli apicoltori con un numero di arnie fra 100 e 340 alveari) degli apicoltori beneficiari estendendo anche a chi ha più di 340 alveari e mettere un limite per azienda in modo da finanziare un numero maggiore di aziende.
E importante notare che se la Commissione Agricoltura manterrà la promessa di portare la produzione standard a 88 € per alveare, i parametri saranno dimezzati e sicuramente sarà da ridiscutere l’intero impianto dei finanziamenti legati alla LR 19. Stesso discorso per il Reg. CE 1308. Bisogna attendere la nuova programmazione allo scadere del triennio per poter fare le modifiche.
Un altro tema discusso è stato il riconoscimento da parte della regione delle associazioni degli apicoltori cosi come previsto dalla legge 19/2015. Senza dare tempi certi e senza troppa convinzione è stato detto che verranno decisi i parametri di accesso. Per ora hanno nominato una commissione apistica non conforme a quanto previsto dalla legge e il sottoscritto ha detto chiaramente che se si va avanti senza i rappresentati degli apicoltori sarà presentato un ricorso formale, dicendo senza mezzi termini che senza un interlocutore riconosciuto non ci può essere ne dialogo ne comunicazione.
Fra gli appunti dell’assessore è finita anche la sacrosanta osservazione di Caboni sull’impossibilità da parte delle aziende apistiche di poter assicurare i raccolti, così come avviene per il resto dell’agricoltura.
In finale di riunione l’Assessore ha confermato, quanto già detto nell’incontro in via Roma fra i rappresenti di Apiaresos, il presidente Ganau e i diversi onorevoli regionali sulle provvidenze per la siccità 2017; ovvero che gli apicoltori sono stati inseriti fra i beneficiari e che la ripartizione sarà fatta secondo criteri che si decideranno in altre sedi.
Alla richiesta di quando potranno essere fruibili gli aiuti hanno risposto che fra un adempimento e l’altro, con tutta probabilità, saranno aperte le richieste nella prossima primavera
L’Assessore si è inoltre impegnato a mandare una nota all’Assessorato competente sulla richiesta di inserire la sensibilizzazione al veleno di imenotteri nell’elenco delle malattie professionali.
Insomma poco più che un incontro di buoni propositi. Alla fine ci si è dati appuntamento all’anno nuovo, probabilmente a febbraio, per continuare la discussione sui problemi dell’apicoltura.

Nino Schirra