Pocos, locos y mal unidos, sembra proprio che Carlo V non lo abbia mai detto!!! La celebra frase sembra che sia stata invece pronunciata da un arcivescovo di Cagliari, un certo Antonio Parragues de Castillejo. Poco importa, vista la popolarità di questa frase, chi l’abbia coniata. Qualche volta in Sardegna ci troviamo effettivamente in situazioni dove l’unione non è proprio il punto di forza.

Nel settore dell’apicoltura invece, nell’ultimo decennio, c’è stata una forte unità fra gli Apicoltori che ha portato grandi risultati e vantaggi per tutta la categoria. L’elenco è abbastanza lungo, per cui cito solo alcuni casi simbolo: la nuova legge regionale sull’Apicoltura, scritta dagli apicoltori, discussa in un incontro pubblico fra apicoltori e relatori della legge a Oristano e approvata dal consiglio regionale seppur con diverse modifiche peggiorative; la capacità di non svendere il prodotto; le nuove produzioni come quella del polline, fino a poco tempo fa trascurate in Sardegna; il riconoscimento dell’abbamele come prodotto agricolo tradizionale; una formazione qualificata fornita agli apicoltori e potrei continuare a lungo.

Purtroppo i tempi si sono fatti duri e quest’anno abbiamo vissuto la peggior annata da diversi lustri e una parte degli Apicoltori, sentendosi abbandonati dalle istituzioni, hanno deciso di fondare una nuova associazione per cercare di far sentire la propria voce agli onorevoli distratti che dovrebbero concedere ai paladini della biodiversità gli stessi sussidi corrisposti ai colleghi pastori e che dovrebbero fare i passi necessari affinché i soldi previsti dalla nuova legge sull’apicoltura per l’ammodernamento delle aziende apistiche, possano essere spesi senza far cadere la mannaia dell’Europa cosi come successe per la serricoltura che vide aziende floride fallire per colpa dei politici!! E per questo negli ultimi mesi, per evidenziare le criticità dell’apicoltura della Sardegna, abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica sui problemi dovuti alla siccità e sul malfunzionamento delle strutture regionali con diverse interventi sui quotidiani e sulla televisione.

Sia io che il consiglio direttivo di Apiaresos riteniamo che la costituzione di una nuova associazione di apicoltori sia un’iniziativa legittima, ma siamo altrettanto sicuri che porterà più problemi che benefici, perché va ad intaccare in maniera sostanziale e non attenuabile l’unità degli Apicoltori della Sardegna, faticosamente raggiunta in 30 anni di duro lavoro. Essendo seriamente preoccupati per la china che si sta prendendo, riteniamo opportuno fare tutti i passi affinché questa scissione sia evitata a tutti i costi. La nostra proposta, già anticipata telefonicamente ai diretti interessati è quella che i responsabili della nuova associazione, essendo previsto per gennaio il rinnovo delle cariche associative, PRENDANO LA DIRIGENZA DI APIARESOS E GESTISCANO IN MANIERA UNITARIA IL COMPARTO COSI COME È STATO FINORA. Tutto il consiglio direttivo in carica ritiene che l’alternarsi delle persone alla dirigenza sia un’importante e fondamentale caratteristica di una sana vita associativa. Se questo fino ad ora non è stato possibile non è per un nostro preteso attaccamento alla carica, ma perché nonostante i ripetuti inviti nessuno si è fatto avanti!

Ritenendo fondamentale mostrare alla Giunta e al Consiglio regionale che gli apicoltori della Sardegna sono una categoria unita, costruttiva e capace di esprimere una sola voce, abbiamo indetto per mercoledì 13 dicembre 2017 una manifestazione davanti al Consiglio Regionale della Sardegna (in via Roma a Cagliari), per rivendicare i diritti negati agli Apicoltori. Invitiamo quindi tutti gli apicoltori a partecipare a quest’importante evento e invitiamo, con il cuore in mano, i responsabili della nuova associazione a prendere la dirigenza di Apiaresos e a gestire in maniera unitaria il comparto in modo che, contrariamente a un alveare, non si debba dire degli Apicoltori sardi

POCOS LOCOS Y MAL UNIDOS

Il presidente pro tempore di Apiaresos

Giovannino Schirra

 

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