convegno-1 convegno-2 convegno-3 convegno-4 convegno-5 convegno-6 convegno-7 convegno-8 convegno-9 convegno-10 convegno-11 convegno-12Non si sono ancora spenti gli echi positivi del terzo convegno di Apiaresos, tenutasi a Tramatza venerdì 28 e sabato 29 ottobre, presso il centro congressi L’Anfora, che ha visto la partecipazione di centinaia di apicoltori sardi, piccoli e grandi. E’ pertanto utile tentare a distanza di due mesi una disamina di dettaglio di questo importante evento, che ha suscitato un forte interesse anche fra apicoltori professionisti d’oltre Tirreno. Il convegno organizzato in stretta concertazione con UNAAPI, l’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, per il quale era presente il Vicepresidente Giuseppe Cefalo, ha rappresentato l’appuntamento formativo clou dell’anno. Partendo dall’assunto che la monocoltura miele non è più redditizia, poiché la congiuntura negativa ha ridotto drasticamente le produzioni negli ultimi 10 anni, Apiaresos ha focalizzato l’attenzione su diversificazione e economie di scala nell’azienda apistica. Il primo relatore, Luca Bonizzoni, ha proposto concrete alternative alla monocultura miele puntando su produzioni specialistiche come api regine e pacchi d’api; mentre Elisa Prosperi di Conaapi, la più importante organizzazione di produttori apistici in Europa, ha presentato le più recenti innovazioni tecnologiche sul miele e sul polline. Grande interesse ha suscitato il contributo del tecnico dell’Apas Antonio Carrelli sulla logistica, con scelte innovative e creative, tese a ridurre spese e criticità. Note dolentissime sul fronte normativo. A un anno dalla sua approvazione la legge regionale sull’apicoltura è tuttora inapplicata nella totalità del disposto. L’assenza al convegno del relatore della legge on. Piero Comandini e del direttore generale dell’assessorato all’agricoltura regionale Sebastiano Piredda, confermano le preoccupazioni degli apicoltori. Apiaresos è inoltre convinta che l’accesso alle risorse del PSR sia realmente poco praticabile dalla maggior parte delle aziende apistiche sarde; riprova evidente da parte della Regione della difficoltà di interpretare correttamente il contesto generale dell’impresa apistica sarda. Nelle sala gli apicoltori hanno goduto della mostra Apicoltura e Mieli di Sardegna realizzata dal prof. Ignazio Floris dell’Università di Sassari. La sessione pomeridiana si è focalizzata proprio sulla diversificazione produttiva dell’azienda apistica con gli interventi di Aldo Metalori, il massimo produttore di polline in Italia e di Enrica Baldazzi, una delle più reputate esperte italiane sulla propoli, che ha svolto un’interessante relazione sulla propoli sarda, che si colloca per qualità ai vertici della produzione nazionale. Infine un innovativo metodo di analisi per la caratterizzazione dei mieli, con un occhio di riguardo per i tipici sardi, è stato proposto da chi l’ha elaborato: Elisabetta Schievano dell’Università di Padova; e rappresenta oggi l’analisi più economica per determinare origine botanica e geografica di un miele. La giornata si è conclusa con un vivace e produttivo dibattito aperto sui problemi dell’apicoltura sarda. Temi ineludibili quelli di sabato. Alla mattina Vanni Floris ha affrontato due argomenti sentiti nel mondo apistico: l’anagrafe apistica e le star up in apicoltura, venendo così incontro alle esigenze informative di quanti, e in Sardegna sono tanti, si avvicinano all’apicoltura. A tal fine Apiaresos sta sviluppando dei moduli formativi per corsi di primo livello, che saranno presentati entro l’anno e inizieranno nel 2017. Due temi nevralgici quelli affrontati da Ignazio Floris e da Franco Buffa: le potenzialità del miele amaro, che secondo il docente dell’Università di Sassari lo collocherebbe in una posizione assimilabile a quello di manuka, ma con una storia ben più antica e affascinante; la proposta di Buffa di una strategia per la diffusione di specie vegetali ad interesse apistico per ovviare ai problemi in cui versa l’eucalipto, attraverso azioni a breve, medio e lungo termine. Orlando Oliva di Apiaresos ha esposto confortanti dati nella lotta alla varroa e una proposta per il contenimento dei furti di alveari. Ancora oltre la monocoltura miele nel pomeriggio conclusivo del convegno tecnico con le relazioni di due specialisti di rilevanza nazionale: Daniele Greco che nell’illustrare le più aggiornate tecniche nella produzione di pacchi d’api, ne ha evidenziato, in presenza di un mercato certo e della soluzione di alcune criticità, l’alta redditività e Savino Petruzzelli, il maggior produttore di pappa reale in Italia, che ha descritto le caratteristiche gestionali della sua azienda. Infine il tema imprescindibile delle patologie apistiche, affidate a Massimiliano Gotti del CRT patologie Apistiche dell’UNAAPI, ha chiuso la due giorni tecnica. Infine da questa edizione del convegno Apiaresos ha inteso far conoscere quanti hanno dato un contributo importante all’apicoltura sarda e ha premiato Tonino Rau, l’innovativo imprenditore dolciario di Berchidda, che prima di chiunque altro in Sardegna, con deciso e efficace piglio pionieristico, ha valorizzato sin dalla seconda metà degli anni ’70, ben prima del rilascio delle schede di caratterizzazione dei mieli italiani, i mieli uniflorali sardi. La proiezione, alla presenza del regista Guido Turus, del bellissimo documentario Bioresistenze, uno straordinario affresco sull’agricoltura italiana eticamente responsabile che resiste ad oltranza, ha chiuso questa edizione del convegno, che è stato tributato di una sufficiente visibilità mediatica http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/11/18/stati_generali_dell_apicoltura_sarda_a_tramatza_la_regione_non_ci-68-548347.html

Luigi Manias