La decisione di reiterare anche quest’anno il congresso (ma sarebbe meglio dire convegno) degli apicoltori di Sardegna è stata motivata da una serie di ragioni: il successo della prima edizione in termini di qualità dell’offerta formativa erogata e dei livelli di partecipazione ottenuti; la necessità di  rinnovare un momento specifico di formazione intensa aperto a tutti gli apicoltori sardi; proporre una nuova edizione rinnovata e migliorata con un minor numero di interventi e con una più stretta coesione tematica; dare senso al concetto della sostenibilità in ambito organizzativo  con la scelta della location unica e aggregante, in un contesto ambientale di pregio e di facile accesso, ma comunque  in stretto contatto con la città; fare una scelta a favore dell’economia locale sostenibile (cartella in carta riciclata sarda, penne in cartone, creazione grafica e stampa degli elaborati affidata ad agenti locali); concretare una nuova visione organizzativa dell’evento. I criteri informativi adottati nell’organizzazione di questo congresso rispetto alla passata edizione,  che è stata sottoposta ad un’analisi rigorosa dei punti critici, ha comportato la riduzione numerica dello staff organizzativo con una unificazione di compiti e attività, in capo a chi scrive e a Orlando Oliva, al quale si deve la presenza massiccia di apicoltori, 124 rispetto alle 75 dell’anno scorso, e di espositori, presenti con un qualificatissimo gruppo.  Nino Schirra si è occupato di temi comunicativi.  Abbiamo in realtà ottimizzato le competenze professionali specifiche. Ciò ha comportato un’efficacia decisionale più pronunciata rispetto al passato. Altro elemento qualificante è stata la programmazione più lunga, iniziata già da gennaio e proseguita senza soluzione di continuità con una forte frequenza di incontri.  La disponibilità dei relatori, l’apporto decisivo dell’UNAAPI hanno fatto il resto. UNAAPI che era qui ad Oristano, anche quest’anno,  presente con una rappresentanza di assoluto rilievo: Giovanni Guido, Vanni Floris e il vice – presidente Giuseppe Cefalo, efficacissimo coordinatore dei lavori delle sessioni antimeridiane di sabato e domenica . Giuseppe Cefalo è anche il presidente dell’APAS,  associazione apicoltori Campania, con la quale, segnatamente con uno dei suoi tecnici apistici Antonio Carrelli, abbiamo ormai avviato da tempo una proficua collaborazione in ambito formativo, che auspichiamo prosegua anche in futuro.

Entrando in merito al convegno  la sessione del sabato mattina ha riscosso un generale consenso e interesse, con particolare riguardo alla relazione di Diego Pagani, che ha proposto un sistema di conduzione col nido stretto su un parco di 800 alveari, replicabile anche in contesti aziendali  diversamente dimensionati. Javier Fernandez ha esposto una gestione fortemente organizzata della sua azienda (memorabile “per improvvisare ci vuole organizzazione”), che lavora con un arnia senza melario (Layens) e con una impostazione fortemente orientata al le produzioni specialistiche, tanto da farne il principale produttore di polline in Spagna. Piero Comandini, relatore della Legge Regionale n. 19 del 24 luglio 2015 sull’apicoltura, l’ha illustrata all’uditorio. Sono state messe in evidenza alcune criticità nell’applicazione della norma. Inoltre è stato sollecitato l’attivazione di un canale di comunicazione continuo tra i due Assessorati nevralgici della RAS in ambito apistico: Agricoltura e Sanità. Quest’ultimo Assessorato, nonostante Apiaresos abbia chiesto un intervento immediato per fermare l’avanzata anche in Sardegna dell’aetina thumida – che fonti informali accreditate danno ormai fuori controllo nella Penisola – niente ha fatto. E niente fa per dare omogeneità all’interpretazione della normativa sanitaria: caso esemplificativo, fra i tanti, è quello dell’anagrafe apistica. Infine dal Vice – presidente dell’UNAAPI sono stati rinnovati i dubbi , già espressi dagli apicoltori  sardi, sulla reale efficacia della futura Commissione Apistica Regionale. Infine lo scrivente ha sciolto tutti dubbi  dell’on. le Comandini sulla volontà di Apiaresos di lavorare ad una strategia che valorizzi tutte le voci che svolgono un ruolo in apicoltura (imprese, Laore e ricerca).  Nel pomeriggio il prof. Ignazio Floris ha illustrato, appunto,  le possibili linee di ricerca che potrebbe percorrere il futuro laboratorio apistico regionale, che terranno certamente conto delle esigenze più pressanti del mondo apistico sardo. Il dott. Franco Feraboli ha aperto agli apicoltori sardi una finestra di assoluto interesse sull’uso prevalentemente del miele nella clinica ospedaliera; mentre la professoressa Maria Giuseppina Tantillo ha offerto una panoramica esaustiva, con puntuali riferimenti alla letteratura scientifica, sulle ormai conclamate “virtù” terapeutiche e salutistiche dei prodotti dell’alveare. L’intensa giornata si è chiusa con la proiezione del film Il Volo di Anghelopulos, preceduto da uno straordinario racconto dell’antropo – archeologo Petros Stephanopoulos, che ha  permesso all’uditorio di fare un viaggio nelle radici dell’apicoltura mediterranea. L’evento svolto in collaborazione con il Centro Culturale di Oristano ha visto una discreta partecipazione della cittadinanza. La domenica mattina Vanni Floris ha sviscerato la complessa materia relativa all’anagrafe apistica nazionale che stenta ancora a decollare. Giovanni Guido del CRT dell’UNAAPI ha ribadito la necessità di attivare una strategia complessiva per il contenimento delle patologie apistiche, mentre  Gianluigi Bigio di Aspromiele ha prospettato la concreta ipotesi che si possa arrivare a selezionare api resistenti alla varroa; ovvero  in grado di attivare delle difese biomeccaniche contro l’acaro. La gestione dell’azienda apistica è stato il tema trattato Vanni Floris, che ha chiuso il convegno. Tema gi affrontato da Apiaresos grazie ad un corso promosso proprio da UNAAPI  nel 2003, nel quale fu testato un foglio elettronico che,  per ammissione dello stesso Floris, necessiterebbe di un aggiornamento funzionale. Di fatto, ha detto Floris, la gestione dell’azienda apistica segue (come sospettavamo)  i criteri generali invalsi per qualsiasi altra impresa.

Luigi Manias