Montevecchio 2015 - Convegno TecnicoIl convegno tecnico e la tavola rotonda di Montevecchio rappresentano ormai un appuntamento rituale per gli apicoltori sardi. Apiaresos era presente con un banco informativo,  che è stata occasione importante per informare i soci dei prossimi appuntamenti formativi e per ricevere la domande di iscrizione di quattro apicoltori (Sanna, Leonard, Porcu, Caddeo) e il rinnovo della tessera 2016 da parte di due soci (Frau, Stara). Sala affollati di neofiti e di apicoltori di lungo corso; con una netta prevalenza dei primi. Certamente concorre al successo dell’evento il concorso dei mieli tipici. A seguire la relazione di Massimo Licini sulla situazione dell’apicoltura in Sardegna, quella del Prof. Ignazio Floris, il quale dopo un interessante escursus storico sulle popolazioni di apis mellifera sarda, pur affermando l’inscrizione degli ecotipi sardi nell’alveo della linguistica, ha prospettato un loro possibile recupero. Piero Comandini commentando la nuova legge sull’apicoltura di cui è stato relatore, che alimenta giustificate speranze, ha sollecitato l’apicoltura sarda a trovare una nuova stagione di condivisione. Tomaso Betza ha illustrato il PSR che ha appena ricevuto il lasciapassare da Bruxelles e che può rappresentare un fondamentale strumento di sviluppo per la filiera. La cifra messa a disposizione è imponente: 1 miliardo di euro. Salvatore Caboni, nel suo intervento ha abbracciato un denso orizzonte di riflessione, non dissimulando la sua preoccupazione per il futuro dell’apicoltura sarda, nonostante l’indubbia rilevanza della legge Comandini. La questione benessere animale e indennità compensativa in apicoltura è ancora un problema irrisolto. Giuseppe Bellosi ha focalizzato l’attenzione sul fronte critico degli avvelenamenti e delle patologie, con qualche nota polemica, non sufficientemente suffragate, sulle inadempienze delle istituzioni scientifiche; tanto da sollecitare la replica del Prof. Floris. Chi vi scrive, nel suo intervento, pur lodando la grande novità della legge Comandini, riprendendo i temi della proposta organica presentata da Apiaresos nel convegno di Montevecchio del 2013, ha evidenziato come gran parte di questi siano ancora irrisolti e permangono nelle loro problematicità: dall’erosione del patrimonio genetico apistico – l’ecotipo di ligustica di cui ha parlato Floris – minacciato dalla massiccia introduzione di ibridi (Buckfast) alla netta riduzione della redditività dell’azienda apistica sarda, ancora troppo focalizzata sulla “monocultura” miele; dalla mancata elaborazione di una precisa strategia forestale a favore delle essenze apistiche ai rapporti difficili con l’agricoltura convenzionale; da una normativa, soprattutto sul fronte sanitario, non omogeneamente interpretata alla formazione professionale, che non riconosce l’azienda apistica come centro propulsore di professionalità; dalla mancata concertazione tra assessorati regionali ad una strategia di collaborazione tra azienda apistica e ricerca. Mauro Pusceddu, presidente del panel del concorso di Montevecchio, ha svolto un interessante relazione sul pregresso del concorso e sui mieli presentati a concorso che  riflettono  in maniera assai fedele, nella rappresentatività, l’andamento stagionale.  L’agenzia Laore, per bocca di Angelo Zanda, ha finalmente riconosciuto l’importanza del lavoro svolto dagli esperti di analisi sensoriale del miele. Apiaresos aveva formalmente sollecitato Laore, nei giorni precedenti il concorso, a tutelare la professionalità degli esperti favorendo in Sardegna più frequenti momenti di aggiornamento e formazione.  Il concorso ha visto la bella affermazione di alcuni nostri soci: Gianfranco Dessì, Federico Frau, Mauro Lai e Giovanni Sanna. La tavola rotonda, al quale lo scrivente non ha assistito, è stata preceduta da due interessanti relazioni di Franco Buffa sull’andamento stagionale della psilla e da una lunga relazione sulla vespa velutina di Martino Firullo. Soprattutto sulla relazione di Franco Buffa, nostro socio, va data adeguata attenzione. La sostanza è che la recrudescenza della psilla è sempre incombente; ma soprattutto l’indagine ha rivelato che l’eucalipto è continuativamente sottoposto ad una minaccia costante da un svariate patologie. La relazione di Buffa ha sollevato una giusta preoccupazione, che ha visto due interventi discordanti: Giuseppe Bellosi, che sollecita un’azione immediata per la salvaguardia dell’eucalipto e Giuseppe Caboni che caldeggia una piantumazione diffusa con una essenza alternativa all’eucalipto. Di estremo interesse l’intervento della socia Michela Mosca sull’applicazione di  un microchip nell’alveare, quale utile deterrente per il furto delle api.

Luigi Manias