Appunti di apicoltura marocchina è una raccolta di informazioni presa durante un mio viaggio in Marocco nel gennaio 2012 (vedi articolo relativo al diario di viaggio), completata grazie alla tesi di laurea “I mieli del Marocco” di Amina Chakir, una giovane dottoressa in chimica che ha fatto il dottorato di ricerca a Torino in cotutela con l’Università di Marrakech e tuttora docente presso la medesima università e componente del direttivo dell’U.Api.M (Union des Apiculteurs au Maroc).

 

Il Marocco

Il Marocco è il paese più occidentale della regione del mondo arabo denominata Magreb, è una monarchia parlamentare con capitale Rabat, un paese berbero-arabo con circa 34 milioni di abitanti. Al-Mágrib ovvero “l’isola del tramonto” così come l’avevano battezzata gli arabi, può definirsi un paese montuoso circondato da tre mari: il Mediterraneo, l’Atlantico e il grande mare di sabbia del Sahara. Oltre alla catena montuosa del Rif, a ridosso della costa mediterranea, vi è quella dell’Atlante che attraversa tutto il Paese da Sud-Ovest a Nord-Est ed ha vette che superano i 4.000 metri. A Nord-Ovest, il bacino del Sebou, una delle più importanti regioni agricole, più urbanizzate e ricche, a Sud-Est le distese desertiche. L’Atlante è stato a lungo un ostacolo alla comunicazione tra il Nord ed il Sud del paese, generando notevoli differenze culturali che tutt’oggi lasciano al viaggiatore alla scoperta del Marocco, l’impressione di trovarsi in un nuovo paese ogni volta che cambia regione.

 

 L’apicoltura

In Marocco l’apicoltura razionale è ancora poco diffusa rispetto all’apicoltura tradizionale costituita dall’utilizzo di arnie rustiche. Le produzioni di miele in Marocco non soddisfano le esigenze del paese e i prezzi di vendita del prodotto locale sono abbastanza elevati, invitando a frodi e sofisticazioni. Anche se la siccità spesso può creare dei seri problemi, il potenziale di risorse mellifere del paese è molto elevato. La legislazione in materia è in fase di sviluppo grazie soprattutto ad un attento lavoro dell’Unione degli Apicoltori del Marocco.

L’U.Api.M (Union des Apiculteurs au Maroc) come importanza può essere paragonata all’UNAAPI italiana, anche se strutturalmente ci sono delle sostanziali differenze: mentre l’UNAAPI è una unione di associazioni, l’U.Api.M è una unione di apicoltori. L’Unione marocchina ha accorpato con la sua fondazione avvenuta il 25 ottobre 2010, tutte le piccole realtà associative locali, strutturandosi localmente con dei distretti. Ovviamente le precedenti organizzazioni locali non sono più attive e attualmente l’organizzazione sta lavorando per costituire i responsabili territoriali. La sede nazionale è a Kenitra e proprio in questi giorni si svolgerà il 1° congresso nazionale a Rabat, la capitale del Marocco. L’U.Api.M fa parte della federazione internazionale MBF (Mediterranean Beekeeping Forum) fondato a Foligno dall’APAU (Associazione Produttori Apistici Umbri) e ha aderito ad APIMONDIA (Federazione Internazionale di Apicoltori).

 

Geografia apistica

Le razze (o sottospecie) di api presenti sono:

Apis mellifera intermissa (ape del Magreb), ape scura, aggressiva e propensa alla sciamatura. Apis mellifera major (ape del Marocco),  presente nelle montagne del Nord-Est, sottospecie considerata variante genetica dell’intermissa dalla quale si differenzia per alcuni particolari anatomici come una ligula particolarmente lunga. Apis mellifera sahariensis (ape del Sahara) si trova nell’areale compreso nelle oasi del deserto, anche se a detta di molti è scomparsa oppure si è ibridizzata con l’intermissa.

 

Apicoltori e produzione

In Marocco operano circa 35.000 apicoltori di cui 26.000 utilizzano alveari tradizionali (circa 300.000 unità) e 9.000 alveari razionali (circa 85.000 unità).

La produzione media è di circa 15-20 Kg per alveare. Nel 2006 la produzione del miele in Marocco ha raggiunto le 35.000 tonnellate e sono state prodotte 300 tonnellate di cera (provenienti da alveari tradizionali). La regione più sviluppata apisticamente è quella del Gharb che concentra circa il 55% degli apicoltori e il 95% degli alveari moderni. L’apicoltura marocchina soffre di diversi problemi, come la scarsa formazione tecnica degli apicoltori e della relativamente bassa produttività delle colonie.

 

Le arnie tradizionali

L’apicoltura tradizionale per la costruzione degli alloggi per le colonie si avvale di materiali quali, legno, terracotta, argilla (utilizzati per la vendita di sciami) e pietre. La forma è generalmente cilindrica o a prisma e la produzione ottenuta da questo tipo di alveari si aggira attorno ai 3-5 Kg di miele all’anno. Si possono incontrare anche degli apiari costruiti nei muri, con le stesse dimensioni dell’arnia Langstroth come per esempio l’apiario di Inzerki che disposto a terrazze consiste in migliaia di alveari, tuttora considerato il più grande apiario del mondo!

 

 

Il miele nella tradizione popolare marocchina

In Marocco il miele puro è caro e molto difficile da reperire, questo comporta una possibilità di adulterazione. Il colore è molto importante per i consumatori, infatti nella credenza popolare, più il miele è scuro più è puro. Il consumatore diffida spesso dai mieli chiari in quanto sospetti di sofisticazione e giudicati immediatamente come sciroppo di zucchero. Riguardo l’igiene e la filtrazione dl miele, la presenza di pezzetti di cera è un sintomo di purezza.

Il miele oltre ad essere utilizzato nella preparazione dei dolci, associati soprattutto alle feste religiose (per esempio il Ramadan) viene inserito come ingrediente per i piatti tradizionali. La cucina marocchina mescola spesso nelle sue ricette il dolce ed il salato, si possono trovare frutta caramellata, frutta secca come prugne, albicocche, fichi e melacotogne che vengono poi aggiunti alla carne nelle tajine o nei cous-cous.

 

I mieli del Marocco

 Eucalipto

L’Eucalipto si trova principalmente nella piana atlantica, quindi nella regione agricola più importante. Le specie mellifere di eucalipto presenti in Marocco sono: Eucalyptus camaldulensis, probabilmente la più diffusa (la specie che conosciamo anche noi in Sardegna), Eucalyptus gomphocephala, dai grossi fiori bianchi, conosciuto anche come Tuart (dalla zona australiana di provenienza) che cresce fino ai 35 metri di altezza, Eucalyptus sideroxylon, detto eucalipto rosso dalla corteccia di ferro, dal portamento basso con una fioritura dal colore rosso-fucsia (in Marocco l’ho incontrato nella zona del Souss lungo la strada per Agadir) e poi Eucaliptus cladocalyx detto anche eucalipto dalla gomma di zucchero.

Dagli anni 70 agli anni 90 in Marocco, il 75% del miele di eucalipto prodotto proveniva dalla Foresta di Maâmora, che si trova tra Rabat e Kénitra. Nel 90 con l’avvio delle fabbriche di cellulosa per la produzione della carta si è dato inizio ad un taglio indiscriminato di piante. La produzione di miele calò notevolmente. Ora la materia prima locale per produrre cellulosa non è sufficiente così che si è iniziato ad importare legname di eucalipto dal Portogallo e così anche il parassita Psylla.

 

 

 

Agrumi

La coltivazione degli agrumi è molto importante per l’economia del paese. Le zone di produzione sono principalmente la piana atlantica, la regione di Tadla Azilal (capoluogo Beni Mellah) e la pianura del fiume Souss-Massa (tra Taroudannt e Agadir). Solo in quest’ultima zona vi sono 33 mila ettari di coltura pari al 40% della superficie nazionale, per una produzione di circa 600 mila tonnellate delle quali quasi il 50% è destinato all’esportazione. Il miele di agrumi è abbastanza pregiato, poi essendo una pianta coltivata può fornire all’apicoltore un raccolto anche in annate siccitose.

 

 Timo

In Marocco il miele di timo deriva da specie endemiche. Il timo di Broussonet (Thymus broussonetii) e il timo Sarriette del Marocco (Thymus satureioides), anche se possiamo incontrare altre specie come il Thymus capitatus, Thymus serpyllum e Thymus vulgaris. Gli apicoltori devono fare la transumanza verso l’Alto e il Medio Atlante per poterlo produrre, oppure lo si può trovare nel triangolo di territorio tra Agadir, Essaouira e Marrakech. Qui si trova la famosa “route du miel” o strada del miele, che attraversa paesaggi di colline brulle dove il timo è diffusissimo. A livello organolettico il miele di timo marocchino è nettamente differente da quello europeo anche se dal punto di vista fisico-chimico è molto vicino. E’ un miele scuro che cristallizza abbastanza grossolanamente con percezioni sensoriali abbastanza segnate. La fioritura avviene nei mesi di giugno e luglio.

 

 

 

 

 Euforbia

Il miele di euforbia è un miele sconosciuto in Europa, potremo definirlo un miele tipico o addirittura esclusivamente marocchino. Il genere Euphorbia L. comprende uno svariato numero di specie. In Marocco il miele proviene prevalentemente da due specie endemiche: Euphorbia resinifera (si trova principalmente nella regione di Tadla Azilal) ed Euphorbia echinus (diffusa a Sud nella regione del Souss-Massa). L’Euphorbia resinifera è un tipo di pianta dall’aspetto cactaceo, contiene un alta concentrazione di resiniferatossina, un analgesico naturale simile alla capsaicina contenuta nel peperoncino. Il miele che ne deriva presenta all’analisi sensoriale una piccantezza tipica inconfondibile ma non irritante. L’Euphorbia echinus invece la si trova nelle aree desertiche della regione del Souss-Massa ed il miele prodotto è molto simile a quello della specie resinifera.

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri mieli

Esistono svariati altri mieli classificati di secondo grado di produttività come il miele di giuggiolo, una pianta arborea originaria dell’Africa settentrionale e del medio oriente che qui raggiunge dimensioni enormi, il miele di rosmarino, dove la zona di produzione più importante si trova nelle regioni ad Est al confine con l’Algeria. Tra gli altri mieli troviamo anche quello di lavanda, carrubo, corbezzolo, menta, ecc.

Daniele Cossu – Marocco, gennaio 2012